Uomini col borsello, uomini col mal di schiena

Uomini col borsello, uomini col mal di schiena

Non c’è pace per il borsello. Nato negli Anni Settanta, tale accessorio sembrava la risposta ultima alle necessità maschili: sobrio (colore nero o nero) ma elegante, pratico
poiché di dimensioni sufficienti e dotato di comoda cinghia, era il compromesso ideale tra stile e fascino.

Poi gli Anni Novanta, dove il suo dominio viene insidiato da marsupi zainetti e Jeans capienti. Infine il Duemila, dove sembra che il borsello possa riprendersi la cima della collina.

Ma è una pia illusione: dall’Inghilterra arriva l’attacco della British Chiropratic Association, che lo accusa di provocare mal di schiena e problemi alla spina dorsale.

Come riporta il Telegraph, secondo i chiropratici d’Albione, il borsello per uomini contiene diversi oggetti, dal cellulare all’agenda alle chiavi. Statisticamente, un uomo su cinque lo usa per
riporvi il portatile, uno su tre il libro del momento, uno su il cellulare. Tutto questo genera in media 6,2 chilogrammi di peso. Tale fardello, concludono i chiropratici, se portato con
continuità, genera dolore fastidio e danni a schiena e alla postura.

Ironicamente, proprio la terra della Chiropratic Association ha visto un revival del borsello, le cui vendite hanno segnato +21% nel 2010, favorite da testimoni d’eccezione come David
Beckham.

Così, se si vuole seguire le orme dell’ex di Milan e Manchester United e non rinunciare al borsello è bene seguire alcune norme: cambiare spalla con regolarità, accorciare
la cinghia, non caricarsi eccessivamente e non portare il borsello a lungo.

FONTE: Harry Wallop, “Man bags lead to back troubles”, Telegraph 14/02/011

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento