Università, Formigoni: puntare su libertà di scelta e merito

 

Milano – Intervenendo all’inaugurazione del 146° Anno accademico del Politecnico di Milano il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha sottolineato la
centralità del sistema universitario che, in un momento di crisi economica come quella attuale, rappresenta una risorsa prioritaria per la competitività del Paese.

“Una realtà come quella del Politecnico – ha esordito Formigoni – fa emergere l’importanza di un Ateneo strettamente legato al territorio, al tessuto socio-economico da cui trae
la propria origine, punto di riferimento per quel ‘saper fare lombardo’ che ha reso la Lombardia motore dell’Italia e dell’Europa. Regione Lombardia guarda pertanto al Politecnico come
ad un partner di grande rilievo nella creazione di un sistema territoriale di eccellenza nella formazione e nel trasferimento tecnologico”.

Nel corso del suo intervento, alla presenza del magnifico rettore del Politecnico, prof. Ballio, Formigoni ha sottolineato la necessità di una riforma del sistema universitario
che riconosca come suoi capisaldi la valorizzazione del merito, la libertà di scelta, il sostegno della domanda.

“Occorre certamente puntare a una razionalizzazione delle spese – ha detto Formigoni – ma le misure contabili non possono essere indiscriminate e devono coniugarsi con una prospettiva
di rilancio. La razionalizzazione della spesa è un dovere e una necessità per tutti, specie nella congiuntura economica attuale. Ma è sbagliato non tener conto di
chi già in questi anni ha agito con responsabilità e oculatezza”.

Certamente – ha spiegato Formigoni – si avverte il bisogno di una riforma coraggiosa e organica dell’Università italiana, orientata al miglioramento della qualità, sprone
per un recupero di competitività su scala internazionale. Condizione essenziale per la riuscita della riforma è che essa sia affrontata nel confronto più aperto e
serio con i protagonisti della vita universitaria e la stessa opinione pubblica. Confido che il Governo si muova in questa linea”.

Parlando davanti ai professori, al personale amministrativo e ai rappresentanti degli studenti, Formigoni ha ricordato come gli attuali criteri di distribuzione del finanziamento
statale alle Università finiscano per penalizzare maggiormente quelle stesse Università lombarde che sono ai primi posti nelle classifiche sul servizio reso all’intero
Paese: l’indice di accoglienza di studenti da altre Regioni dice che le Università milanesi sono al 25%, lo stesso andamento che si registra a proposito dell’indice di
qualità e di autofinanziamento.

“Per questo – ha aggiunto Formigoni – non sarebbe accettabile continuare a seguire il criterio della spesa storica operando tagli indifferenziati e perpetrando finanziamenti che non
sono altro che un premio allo spreco e all’inefficienza. Nel 2007 la quota di finanziamento agli atenei basata sul merito è stata del 2,2%. Questo significa che il 97,8 % faceva
ancora riferimento alla spesa storica, favorendo cioè chi ha speso di più e in modo incontrollato. Non basta dire che scuola e Università in Italia hanno bisogno di
fondi. Bisogna riconoscere che hanno bisogno di fondi distribuiti in funzione della qualità. Per questo è necessario sia introdurre un sistema di valutazione di scuola,
università e insegnanti sia pensare a meccanismi efficienti di incentivi che tengano conto di queste valutazioni”.

Già da alcuni anni Regione Lombardia ha deciso di investire nel diritto allo studio, l’unico aspetto dell’Università su cui le Regioni hanno attualmente competenza
diretta: un metodo condiviso per mettere gli studenti realmente nelle condizioni di poter scegliere a quale ateneo iscriversi e di poterlo frequentare senza vincoli di carattere
economico.

“I tagli finanziari – ha concluso Formigoni – incideranno anche qui. Stiamo ricercando altre modalità per reperire le risorse mancanti e proseguiremo le sperimentazioni relative
a strumenti innovativi per il sostegno agli studenti: penso ai prestiti fiduciari, che abbiamo attivato, primi in Italia, già da due anni e che intendiamo ora potenziare. Ma
penso anche alle borse di studio: dal 2002 la Lombardia copre il 100% delle richieste, con un investimento annuo di 17 milioni di euro per 16.000 beneficiari. So bene che è
necessario innalzare il contributo delle borse, per renderlo adeguato ai costi della vita in Lombardia, e legarlo più strettamente a criteri davvero meritocratici. Ho già
chiesto al Ministero margini più ampi di autonomia in questo settore per programmare più puntualmente gli interventi e rispondere in modo più adeguato alle reali
esigenze degli studenti”.

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