Scuola: Cgil, oltre un milione in piazza a Roma, centinaia di migliaia in tutta Italia

 

Roma – Oltre un milione di persone sono scese in piazza ieri al corteo nazionale di Roma contro il decreto Gelmini mentre centinaia di migliaia tra studenti, insegnanti e
genitori, hanno manifestato in tutto il Paese. Lo sciopero generale del mondo della scuola, organizzato da Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, segna una tappa importante.
“Una giornata memorabile”, ha esclamato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, dal palco allestito in Piazza del Popolo, che, stupito, ha poi aggiunto: “Non avevo
mai visto una pizza così”. E, infatti, i numeri sono lì a dimostrarlo superando, e di molto, le pur rosee previsioni della vigilia. Oltre i numeri delle piazze,
sempre secondo i sindacati, infatti, il 90 per cento delle scuole italiane è rimasto chiuso.

Ma è stata Roma l’epicentro della giornata di protesta contro la legge 133 e il decreto 137. Già dalle prime ore della mattina giungevano notizie di centinaia di
pullman, provenienti dalla Campania, dalla Puglia, dal Molise, dall’Umbria e dalle Marche, fermi sul grande raccordo anulare. Bloccati nel traffico, studenti e insegnanti hanno
inscenato la loro personalissima piazza del Popolo sul Gra, diretti verso le stazioni della metropolitana. Straordinaria, si diceva, la partecipazione a Roma. Diversi i cortei, almeno
quattro, che hanno invaso Roma con obiettivo Piazza del Popolo. Ma, per i tanti che hanno trovato la via occlusa dalla massiccia partecipazione, la via di sfogo è stata Viale
Trastevere. Qui i manifestanti hanno ‘circondato’ pacificamente il ministero dell’Istruzione al grido: “Gelmini arrenditi, sei circondata”.

Ma la protesta non si è limitata alla sola Capitale: cortei e presidi, per chi non ha potuto raggiungere Roma, si sono svolti lungo tutta la penisola. Da Nord a Sud. Dalla Val
d’Aosta, dove circa settecento persone, di cui cinquecento studenti, accompagnati da genitori, insegnanti, sindacalisti e politici, hanno manifestato contro la riforma scolastica.
Alla Sicilia, dove, oltre le 100mila persone in piazza a Palermo, contando le decine di manifestazioni che si sono svolte in città grandi e piccole, il numero totale dei
manifestanti è stato di 200mila persone.

A Torino, accompagnati dalle note di Verdi e Rossini suonate dall’Orchestra del Teatro Regio, hanno sfilato in 100mila persone. Mentre a Cagliari, nel corteo aperto dai genitori e dai
bambini della scuola elementare ‘Corte Piscedda’ di Capoterra colpita dalla tremenda alluvione del 22 ottobre scorso, erano in 20mila arrivati da tutta l’Isola. Nei
diversi cortei di Genova si sono contate oltre 10mila persone. E proteste e cortei contro la ‘riforma’ del ministro Gelmini si sono svolte in tutta la Calabria: a Catanzaro,
a Cosenza, a Reggio Calabria, a Vibo Valentia, e in altre città ancora. In Piazza Duomo a Milano e, per mancanza di spazio vitale, nelle strade laterali, i manifestanti erano in
più di 200mila. Ma manifestazioni si sono registrate in tutti i capoluoghi lombardi. Come a Padova dove tra le via della città si sono contati 7mila manifestanti.

In Basilicata si sono svolti presidi un po’ ovunque e una manifestazione con oltre 5mila partecipanti a Potenza. Presidi e cortei si sono registrati anche a Trento con migliaia di
persone. Mentre in Puglia, a Baria, erano in più di 5mila i manifestanti che hanno sfilato per le strade del centro e oltre 7mila a Lecce. La protesta contro la legge Gelmini ha
investito anche Venezia. Qui in circa 10mila tra studenti e insegnanti hanno raggiunto la terraferma attraversando il Ponte della Libertà da Piazzale Roma. Ma anche a Belluno
è arrivata la protesta. Qui si sono contati oltre 4mila manifestanti preoccupati per la scomparsa delle scuole elementari nei piccoli paesi: 17 di queste – calcolano le
istituzioni locali – sono a rischio.

A Napoli diversi e partecipati i cortei tra le strade del centro storico mentre sono previste proteste anche nel pomeriggio. Lezioni in stazione ferroviaria, per tutta la mattinata, a
Trieste con studenti e professori. Mentre erano in 5mila a l’Aquila, sotto la pioggia battente, gli studenti delle scuole superiori e delle università. In 30mila hanno
sfilato, invece, sotto le Due Torri dove si sono registrati momenti di tensione tra la polizia e la testa del corteo anti-riforma Gelmini. A Jesi, nelle Marche, erano circa in mille tra
studenti medi, insegnanti, personale della scuola e genitori. Migliaia di persone in piazza a Firenze, anche qui sotto la pioggia, per una protesta pacifica. E, infine, corteo spontaneo
di studenti universitari e medi anche a Perugia, radunatisi poi sulle scalette del duomo della città per continuare l’assemblea permanente.

Ma la protesta ha superato i confini nazionali. A Madrid gli studenti e gli insegnanti del Liceo Italiano ‘Enrico Fermi’, insieme a universitari italiani in Erasmus, hanno
manifestato davanti all’ambasciata italiana nella capitale spagnola con lo slogan: “Da Madrid ci uniamo alla lotta contro la distruzione del sistema della scuola
pubblica”.

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