Un’alimentazione povera di fibre indebolisce la flora intestinale

Un’alimentazione povera di fibre indebolisce la flora intestinale

Una dieta troppo povera di fibre indebolisce la flora intestinale. Come risultato, i batteri buoni lì presenti diventano incapaci di difendere il corpo contro patogeni e malattie.

Lo comunica una ricerca dell’Università di Firenze (sezione Ospedale Meyer), diretta da Paolo Lionetti e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

La squadra di Lionetti ha esaminato due differenti gruppi di bambini, italiani e del Burkina Faso, osservando sia la loro dieta che la loro flora intestinale. Riguardo all’alimentazione, i
piccoli della Penisola prediligevano la classica dieta occidentale, mentre quelli del Burkina Faso consumavano più vegetali e cereali.

E tale differenza si rifletteva sulla flora intestinale: quella dei volontari africani aveva almeno il triplo di acidi grassi a catena corta, sostanze in grado di stimolare la reazione contro
infiammazioni e batteri, come quello della salmonella.

Conclude così Lionetti: ” La scoperta principale è che con la diversa dieta cambia anche la flora batterica: quella dei bimbi africani è sostanzialmente vegetariana e ricca
di fibre, e di conseguenza i batteri sono simili a quelli che aveva l’uomo 10mila anni fa. Questo potrebbe spiegare perché da noi ci sono malattie come l’obesità o le allergie che
in Africa non troviamo”. Infatti, il cibo ingerito influisce sui batteri, presenti all’interno del corpo ed in simbiosi con esso. Perciò, “La flora è fondamentale per tantissime
patologie e questo studio potrebbe essere la prova che nei batteri si può trovare una causa ambientale che contribuisce allo sviluppo di molte patologie”.

Fonte: Carlotta De Filippo, Duccio Cavalieri, Monica Di Paola, Matteo Ramazzotti, Jean Baptiste Poullet, Sebastien Massart, Silvia Collini, Giuseppe Pieraccini, and Paolo Lionetti,
“Impact of diet in shaping gut microbiota revealed by a comparative study in children from Europe and rural Africa” ,PNAS published ahead of print August 2, 2010, doi:10.1073/pnas.1005963107

Matteo Clerici

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