Una top ten tutta da bere

Una top ten tutta da bere

By Redazione

Birra, vino o tisane: tutti, chi più chi meno, consumano tali beveraggi almeno uno volta nella vita. Ma l’inventiva umana è grande: sfruttando le materie prime più varie,
varie culture hanno creato diversi prodotti.

Per conoscere, ecco così una lista di 10 bevande inconsuete.

  • Melon Milk. Bibita energetica che unisce latte e melone, è molto gradita in Giappone.

  • Water Salad. Creata dalla Coca cola, anch’essa spopola tra i golosi del Sol Levante. Ne esistono 6 versioni, che hanno in comune un sapore generale d’insalata.

  • Cetriolo Drink. Il suo è un gusto misto: prevalentemente di cetriolo, con un retrogusto di cola, per un totale fruttato. Manco a dirsi, è un must nella terra dello yen
    e dei samurai.

  • Kumis. Originario delle steppe in Asia Centrale, il Kumis era nella dieta dei guerrieri mongoli. La sua ricetta prevede latte di giumenta, fermentato per ore, ed il 2,5% di alcol.

  • Bacon Drink. Il nome commerciale è “Jones Soda Co. ‘s”, la sua particolarità il gusto di bacon.

  • Bilk! Viene miscelata (ancora una volta in Giappone) ed è drink amato dalle signore, entusiaste della miscela di latte e birra.

  • Salamandra Brandy. Questa versione di un liquore comune viene dalla Slovacchia. I maestri locali la preparano versando brandy sul corpo di una salamandra. L’animale reagisce
    emettendo sostanze tossiche: l’effetto finale è una drink dagli effetti afrodisiaci e allucinanti.

  • Lizard wine. Alla base, un poker: geko, lucertole, ginseng e vino rosso. Pressoché sconosciuto in Occidente, tale vino è normale in Cina.

  • Liquid Smoking. Il nome è quasi veritiero. Infatti, se la ricetta non contiene nicotina, le erbe e le radici utilizzate imitano l’effetto ed il gusto di tale sostanza. In
    più, la prima sensazione è di disorientamento, poi però il bevitore perde il gusto del fumo. Almeno, ciò dice l’azienda produttrice.

  • Okkikunare. Medaglia d’oro della stranezza per l’Okkinuare. Fin dal nome (“Le fa diventare più grandi”), la bibita non nasconde l’arma vincente. I produttori spiegano come,
    grazie agli elementi impiegati, la loro creazione aumenti il seno delle adolescenti, sue principali consumatrici.

Matteo Clerici

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