Una cucina, diverse ricette: gli chef e l’Italia a tavola

Una cucina, diverse ricette: gli chef e l’Italia a tavola

Si fa presto a dire cucina italiana. Il patrimonio alimentare del Paese consiste in diverse pietanze di tradizioni gastronomiche diverse, per di più preparabili in numerose variazioni
sul tema.

Allora, anche una ricorrenza che unisce come i 150 Anni dell’Unità offre la possibilità di variare. Cogliendo la palla al balzo, numerosi chef si sono messi all’opera,
trasformando il 17 marzo nel giorno della “loro” ricetta nazionale.

Ad esempio, Gianni Zichichi vede l’Italia unita nell’amore per l’olio extravergine, non a caso ingrediente principe del suo piatto forte, il gelato all’olio extravergine. Oppure, si
può cucinare la nazione con la cassata tricolore: la Sicilia che abbraccia il resto della Penisola.

Sempre nella terra che vide Arabi e Normanni troviamo il collega Filippo La Mantia. La Mantia sponsorizza la pasta alla Norma. “Il rosso del pomodoro, il verde del basilico ed il bianco
della pasta”: i colori della bandiera ed una storia che rende omaggio “All’opera, a Bellini ed all’italianità”.

La pasta diventa portabandiera anche per  Carlo Cracco (spaghetti, con diversi sughi) e per Antonello Colonna (spaghetti, ma con pomodoro e basilico).

Si possono scegliere altri primi piatti.

Cosi fa Vissani, che elogia la polenta per la sua capacità di essere presente in tutta Italia, da Nord a Sud dove si mangia in forma di “scagnozzi”. Il riso, “Tanti chicchi uniti
Insieme” come i diversi cittadini è il candidato di Gualtiero Marchesi ed Heinz Beck. Per Beck, i chicchi vanno conditi con acqua di pomodoro, salsa di rucola, peperoncino
e tonno fresco. Oltre al gusto, il piatto ha una doppia valenza unitaria, poiché realizzato “Con ingredienti con ingredienti per i quali l’Italia è famosa”; inoltre, “E’ al tempo
stesso molto coreografico perché con i colori della bandiera italiana”. In alternativa, Beck cita la dieta mediterranea, incoronata dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Come di consueto si chiude col gelato. E quando si parla di dessert si fa avantiAlberto Marchetti e la sua specialità. Egli ha creato un cono che fonde Nord e Sud: inizia dal
gusto siculo della crema all’arancia candita e la sposa con la crema alla gianduia piemontese, con olio di nocciola di Pariani. Il tutto viene condito con chicchi di caffè spolverizzati.

Sempre in tema di Italia e cibo, sono in programma diverse manifestazioni.

Ad esempio, Eatalay invade Torino: fino a dicembre 2011, 46 risotranti convenzionati offriranno cene a tema, con pietanze tipiche del territorio.

L’Accademia della cucina italiana ha invece organizzato tre appuntamenti, per evidenziare cambiamenti e novità del modo di mangiae nel corso del tempo. L’appuntamento di Torino
(25-27 marzo) si concentrerà sul passaggio dalla cucina dei Savoia a quella nazionale. Il meeting di Firenze (Firenze 29 aprile) descriverà la metamorfosi locale, da cucina
cittadina a cucina della Capitale.

L’incontro di Roma (Roma 27-29 maggio) sarà sul salto finale, quando la cucina capitolina ha accettato il ruolo di cucina “italiana” in senso totale.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento