Chef emergenti premiati dalla FIC a Tirreno C.T. in tre Concorsi culinari

Chef emergenti premiati dalla FIC a Tirreno C.T. in tre Concorsi culinari

Marina di Carrara (MS) – Gran finale per la Federazione Italiana Cuochi a Tirreno C.T., che è andato in
scena a CarraraFiere dal 6 al 10 marzo: l’ultimo giorno, giovedì, la FIC ha assegnato a suoi campioni i riconoscimenti dell’XI edizione di “Internazionali
d’Italia”
(www.internazionaliditalia.eu), del connesso IX “Campionato Nazionale di Cucina” e del “2° Grand Junior Cooking Contest”,
riservato agli chef d’età inferiore ai 25 anni.

In sintonia con il tema del tricolore, che ha contrassegnato la partecipazione della Federazione al 31ª Salone dell’Ospitalità, con la
premiazione si è fatta l’Unità d’Italia, legando con una linea ideale le Alpi alla Sicilia. Infatti se il titolo di “Campione nazionale assoluto
2011”
, nella categoria a squadre, è andato al “Culinary Team di Palermo”, quelli di “Campione Nazionale per la Cucina Artistica” e per la
“Cucina Mediterranea” sono stati vinti rispettivamente da “SARC-Emilia Romagna” e da “Team Padova Junior”.

Identico schema per le qualificazioni individuali: il palermitano Giovanni Speciali, chef di Ciminna, si è classificato “Campione Nazionale Under
23”
per la “Cucina Artistica” e il padovano Girolamo Brescia ha conseguito lo stesso titolo per la sezione senior.

Per il Trofeo “Internazionali d’Italia” di “Cucina Mediterranea”, sono prevalsi, come over, Eros Vicentini di Rovereto e, tra gli under 23, Christian
Nicoletti (ticinese: eccezione che conferma la regola!) mentre per quello di “Pasticceria” ha avuto la meglio il cosentino Domenico Spatafora. Invece, a Tirreno C.T., il premio FIC per la
“Cucina fredda” non è stato attribuito.

A CarraraFiere, il passaggio di testimone tra Nord e Sud e viceversa si è ripetuto con la consegna degli attestati ai vincitori del “2° Grand Junior
Cooking Contest”
: al I e al II posto si sono piazzati i gruppi “Alta Formazione Trentino 3” e “Team Palermo” e in III e IV posizione “Alta Formazione Trentino” e “Cuochi a Roma”.

Ma molte medaglie d’oro, d’argento, di bronzo, diplomi e menzioni sono stati distribuiti dalla FIC a tanti altri cuochi più o meno giovani di tutta l’Italia, che hanno dimostrato
abilità, conoscenza e fantasia negli elaborati proposti.

“Il gioco di squadra” è il motivo del successo del supercampione Culinary Team di Palermo i cui componenti, dopo aver ricevuto l’oro e l’artistico trofeo in marmo, rappresentante una
vela spiegata, hanno confidato: «La differenza consiste in 10 anni di assiduo lavoro tutti insieme, sotto la guida dei Maestri dell’équipe che hanno trasmesso completamente il loro
sapere, senza tenere per sé nemmeno il più piccolo accorgimento».

Anche il diciottenne Giovanni Speciale, eletto campione di “Artistica” under 23, pur nell’emozione del momento, ha manifestato gratitudine per i colleghi della FIC più adulti che lo
seguono e lo hanno incoraggiato a scolpire la frutta.

Tra i giovani, si possono segnalare Christian Nicoletti, che non è salito sul palco di CarraraFiere per ricevere il Trofeo per la Cucina Mediterranea Under 23 in quanto non ha voluto
interrompere il suo impegno nelle cucine sottostanti; e la diciassettenne Elisa Pernarella di San Gimignano, piccola ma già grande nella sua determinazione che l’ha condotta a
partecipare per la seconda volta agli “Internazionali d’Italia” e che le ha valso un diploma per la “Cucina Calda”.

Ancora, Renata Laria di Vigevano, medaglia d’argento nel “Team Cuochi Pavia” per la “Cucina Calda” a squadre, che ha scritto una toccante presentazione del faticoso e appassionante mestiere del
cuoco: “… nella mia prima stagione di attività, ho subito capito che il nostro è un lavoro duro e che, per una donna, è ancor più difficile… La lenta
crescita professionale si ottiene con forza, entusiasmo e curiosità che inducono a cercar di scoprire con gli occhi segreti e trucchi dell’arte culinaria… Ora, da Lady Chef,
perseguo sapori veri, genuinità e colori delle stagioni… secondo me, le preparazioni apparentemente semplici richiedono perfezione per poter offrire al commensale emozioni e per far
sì che un piatto povero non sia un povero piatto…”.

Tra i numerosi premi dati nei cinque giorni della FIC a CarraraFiere, due medaglie d’oro molto significative: quella dell’8 marzo, giorno di festa “in rosa”, per l’individuale di “Artistica”
conquistata da Stefano Fantozzi di Pisa (salito poi sul secondo gradino del podio nella finale) che ha reso onore a due opere stupende del Creato, ovvero le donne e le farfalle, con la scultura
in zucchero “Lady”, formata da una base blu su cui si innalzano ardite volute azzurre trasparenti e perle rosa madreperlacee.

A Christian Spagnoli, chef al lago d’Iseo, è andata invece, sempre martedì, la medaglia d’oro per la “cucina calda” individuale per il suo “petto di faraona avvolta in jambon de
Bosses al burro di cacao e Pedro Ximenez, farcito con formaggio Castelmagno, olio al basilico, pomodoro secco e tartufo bianco, accompagnato da tortino di quinoa alla ricotta di bufala, ganache
al cavolfiore e verdure lucide”.

Degni di nota, per l”Artistica”, il “Libro” in pasta di sale, con il disegno di un cavallo, costruito e dipinto con “salse” commestibili, come l’aceto balsamico, da Stefano Marinucci (medaglia
d’argento), gli eterei fiori di zucchero della Lady Chef Alison Dairion, medaglia d’oro e già premiata a Sapori di Rimini, e i “Pesci esotici”, intarsiati nei formaggi tradizionali, tra
cui Caciocavallo e Asiago, dal calabrese Antonio Callipari (medaglia d’argento), nel rispetto del “km 0”.

Da citare: il “Pavone variopinto”, scolpito in una radice, il “Sottomarino dei Pirati” in cioccolata, rivisitazione di Verne, e il “Veliero” di pane; tra i piatti di cucina, i finger food, come
il “cappuccino di funghi porcini in trasparenza con bocconcino di baccalà gratinato alle mandorle e coriandolo fresco”.

Da parte loro, gli sfidanti del Cooking Contest, avendo a disposizione un “paniere mistero”, in 30 minuti hanno dovuto concepire un secondo piatto con gli ingredienti a sorpresa: come, ad opera
di Giuseppe Lapi e Ilenia Semilia del “Team Palermo”, il “petto d’anatra scottata all’arancia di Sicilia con filetto di cervo in crosta di nocciole” e il “galletto con varietà di verdure
con crema di tartufo”.

Impossibile, ma tutti i 500 concorrenti, e gli oltre 1.000 chef di contorno, meriterebbero di essere nominati. A questa “marea bianca” sono andati i ringraziamenti finali di Paolo Caldana,
presidente della Federazione Italiana Cuochi e padrone di casa, in veste di organizzatore di Tirreno C.T., che ha elogiato anche la dedizione della giuria, la supervisione di Giorgio Nardelli,
rettore dell’Ordine Professionale Maestri di Cucina, e il supporto degli sponsor e dei vari collaboratori: «I numerosissimi giovani intervenuti hanno dimostrato di sapersi mettere a
confronto e di avvicinarsi alla cucina con uno spirito bello e fattivo, che dovranno conservare, una volta tornati a casa, per affrontare i sacrifici di un mestiere in grado di dare
soddisfazioni se fatto con passione».

A Tirreno C.T., la bandiera del food nazionale è stata issata e sventolata dalla Federazione Italiana Cuochi anche con un’iniziativa speciale già nel giorno di inaugurazione della
Fiera: domenica 6, i professionisti della FIC hanno reso omaggio al tricolore nell’Arena, con il cooking show di 20 cuochi, uno per regione, che hanno interpretato, con ricette inedite,
“L’Unità d’Italia attraverso il maccherone”.

Presentati da Alessandro Circiello, chef televisivo e coordinatore del Compartimento Giovani della Federazione, e sotto gli occhi del testimonial d’eccezione Attilio Romita, giornalista della
RAI, i protagonisti dell’alta cucina hanno confermato che a buon diritto il maccherone può essere considerato il simbolo della fusione del made in Italy a tavola.

Infatti anche se l’Italia si è formata con le zuppe, in particolare di legumi, proprio il maccherone ha messo d’accordo tutti i palati dello Stivale, tanto che il famoso gastronomo
Pellegrino Artusi ha esaltato, come tipico italiano, questo formato di pasta e non il più comune e internazionale spaghetto.

A Carrara, grazie alla Fic, è stato messo in risalto non solo che il maccherone è centrale per l’Unità d’Italia ma anche che è il supporto ideale per rappresentare
il tricolore. A riprova, secondo tradizione, gli chef del Sud hanno preparato le salse più “rosse”, a base soprattutto di pomodoro e peperoncino; quelli del Centro si sono espressi con
condimenti “bianchi”, resi tali da formaggi del territorio, tra cui il Pecorino Toscano, e i cuochi del Nord hanno realizzato sughi “verdi”, con verdure stagionali, che rispecchiano l’uso degli
orti nelle regioni settentrionali.

www.fic.it
www.nazionaleitalianacuochi.com

Redazione Newsfood.com+WebTv

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