Un test per valutare meglio il dolore al petto

Un test per valutare meglio il dolore al petto

By Redazione

Il dolore al torace è uno dei pericoli più insidiosi per la salute. Non solo è frequente (colpisce 4 persone su 10) ma è difficile da valutare per i suoi possibili
legami con l’infarto.

In aiuto dei medici arriva così una ricerca dell’Università di Marburgo (Germania), pubblicata sul “Canadian Medical Journal”.

Gli scienziati si sono messi all’opera tentando di distinguere il mal di petto “semplice” con quello causato dalle malattie cardiache.

Per questo, hanno preso in esame 1.200 casi di pazienti, andati dal medico di famiglia per la presenza di dolori al petto. Sulla base di tale analisi sono stati creati selezionati 5 fattori
chiave. Quando ne sono presenti 3, vi è la sicurezza del 90% della presenza d’infarto o quantomeno di malattia coronarica.

In ogni caso, definire il dolore al petto rimane sempre un compito tutto fuorché banale.
Spiega il dottor Giuseppe Di Pasquale, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia: “La diagnosi non è sempre facile, soprattutto nelle donne, negli anziani o nei diabetici in
cui i sintomi delle malattie coronariche e dell’infarto sono atipici o molto sfumati. Inoltre, il dolore toracico nella maggioranza dei casi non ha a che fare col cuore: spesso si tratta di
dolori intercostali o legati al reflusso gastroesofageo”. Tuttavia, ” Se il dolore al torace dura più di 10 minuti, ha le caratteristiche tipiche di quello cardiaco e si associa a
malessere generale, chiamate il 118: meglio un falso allarme che non intervenire in caso di infarto”.

Fonte: Stevens and Lasserson, “In primary care, when is chest pain due to coronary artery disease?”CMAJ.2010; 0: cmaj.100808v1

Matteo Clerici

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