UE: crescita Italia quasi piatta nel 2008
21 Febbraio 2008
La Commissione Ue rivede al ribasso la crescita dell’economia italiana nel 2008, portandola allo 0,7% dall’1,4% stimato nel novembre scorso, l’ultima previsione del governo, contenuta nel
programma di stabilità, indica un 1,5%.
«L’attività economica in Italia – spiegano i servizi del commissario agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia – ha rallentato più che nel resto della zona euro
nell’ultima parte del 2007, chiudendo l’anno all’1,8%, uno 0,1% in meno del previsto».
Questo – spiega la Ue – e’ dovuto anche a «fattori eccezionali, come gli scioperi di dicembre nel settore dei trasporti». Ma il dato 2007 avrà inevitabilmente ripercussioni
sul 2008, «con le indicazioni disponibili per la prima parte dell’anno abbastanza negative».
Anche l’inflazione resterà intorno al 3% nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi al 2,7% a fine 2008.
Nel mirino di Bruxelles non solo il caro-benzina e gli elevati prezzi dei generi alimentari, ma anche «gli aumenti delle tariffe».
«Queste stime – commenta l’Ufficio economico di Confesercenti – confermano le aspettative di forte rallentamento, ma occorre valutarle con prudenza in quanto sembrano eccedere in
pessimismo.
E’ chiaro però che dopo una fase positiva degli ultimi due anni la situazione è tornata difficile e questo dimostra che il nostro paese è particolarmente sensibile alle
fasi di frenata dell’economia ma non altrettanto a quelle di rilancio.
E’ essenziale che dopo le elezioni si possa insediare in tempi brevi un governo nella pienezza dei poteri e con una maggioranza in grado di assecondare decisioni rapide per attuare le riforme
che servono, per determinare un reale controllo della spesa pubblica che in questo contesto rischia di salire ancora e per sostenere l’intera economia.





