TUTTOFOOD 2026 inaugura l’edizione della svolta internazionale

TUTTOFOOD 2026 inaugura l’edizione della svolta internazionale

By Giuseppe

A Rho Fiera si apre la grande partita internazionale dell’agroalimentare: istituzioni, industria, retail e ristorazione chiamati a ridisegnare il futuro del food & beverage

Newsfood.com,11 maggio   2026

TUTTOFOOD 2026: Milano capitale mondiale del cibo tra export, geopolitica e sfida globale del Made in Italy

Newsfood.com – Milano, 11 maggio 2026

Nota del Direttore


TUTTOFOOD 2026 – (Parma e Milano insieme … 1 +1 =  3 – ) non soltanto business, buyer internazionali e numeri da record, ma una vera piattaforma geopolitica del cibo dove si intrecciano export, sostenibilità, diplomazia economica, identità culturale e nuovi equilibri mondiali. Qui c’è tutto il Made in Italy!

In un momento storico segnato da dazi, guerre commerciali, crisi energetiche e trasformazioni profonde dei consumi, il food italiano cerca infatti qualcosa di più di una semplice vetrina: cerca una direzione.

E Milano, ancora una volta, prova a candidarsi come crocevia internazionale del dialogo agroalimentare.


TUTTOFOOD 2026 inaugura l’edizione della svolta internazionale

Si sono ufficialmente aperte oggi, a Rho Fiera Milano, le porte di TUTTOFOOD 2026, la grande manifestazione dedicata all’agroalimentare che punta sempre più a consolidarsi come riferimento internazionale del Sud Europa.

L’inaugurazione ufficiale si è svolta nella Tuttofood Hall alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, segnando un forte riconoscimento istituzionale per una manifestazione che ambisce a competere con i grandi saloni mondiali del food & beverage.

Per quattro giorni Milano diventa così il punto d’incontro tra istituzioni, industria alimentare, grande distribuzione, horeca, food service, mixology e buyer provenienti da tutto il mondo.


Urso: “L’agroalimentare è una delle cinque eccellenze italiane”

Nel suo videomessaggio, il Ministro Adolfo Urso ha definito l’agroalimentare una delle “cinque A” del Made in Italy, ricordando i numeri strategici del comparto:

  • oltre 70 miliardi di export;
  • leadership europea per valore aggiunto agricolo;
  • circa 900 prodotti DOP e IGP;
  • oltre 20 miliardi di valore generato dalle produzioni certificate;
  • più di 12 miliardi di export legati alle denominazioni.

Urso ha inoltre sottolineato il ruolo strategico del sistema fieristico per l’internazionalizzazione delle imprese, soprattutto delle PMI, evidenziando il valore dell’intesa tra AEFI e IT-EX e il sostegno del Governo attraverso il Piano Transizione 5.0 per accompagnare la doppia transizione digitale e green.


Lollobrigida: “Fare sistema è oggi una priorità”

Per il Ministro Francesco Lollobrigida, TUTTOFOOD rappresenta una “vetrina internazionale” capace di valorizzare l’intera filiera agroalimentare italiana.

Secondo il ministro, la manifestazione dimostra quanto sia strategico creare sinergie tra le grandi fiere italiane per rafforzare la competitività del Paese sui mercati globali.

Un concetto che emerge chiaramente dalla collaborazione tra Fiera Milano e Fiere di Parma, unite nella costruzione di una piattaforma fieristica sempre più internazionale.


L’asse Parma-Milano e il modello italiano del food fieristico

La presenza dei presidenti Franco Mosconi e Carlo Bonomi ha confermato la volontà di costruire un sistema integrato tra le competenze maturate da Parma con Cibus e la capacità internazionale di Milano.

Una strategia che guarda anche all’Europa grazie alla partnership con Koelnmesse, organizzatore di Anuga, uno dei più grandi saloni agroalimentari mondiali.

Secondo Mosconi, l’asse Parma-Milano-Colonia rappresenta oggi un esempio concreto di collaborazione sovraregionale tra soggetti pubblici e privati per costruire una piattaforma realmente internazionale dedicata al food & beverage.


ICE: buyer da 36 Paesi e nuovi mercati dopo la frenata USA

Tra i protagonisti dell’inaugurazione anche ICE Agenzia con il suo Buyer’s Program internazionale.

Il presidente Matteo Zoppas ha ricordato come il 2025 abbia registrato un export agroalimentare record di 72,5 miliardi di euro, nonostante le tensioni geopolitiche internazionali.

Ma il quadro resta complesso.

Particolarmente significativo il dato relativo agli Stati Uniti: nei primi due mesi del 2026 l’export agroalimentare italiano verso gli USA avrebbe registrato una flessione del 21,9%, effetto delle tensioni commerciali e dei nuovi dazi.

Per questo motivo il Sistema Italia guarda con crescente attenzione verso nuovi mercati emergenti.

A TUTTOFOOD 2026 sono presenti oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi, tra cui:

  • Arabia Saudita
  • Emirati Arabi Uniti
  • Canada
  • Cina
  • Giappone
  • Singapore
  • Indonesia
  • Sud America
  • Stati Uniti

Box – Il cibo come “soft power” italiano

Uno dei temi più ricorrenti durante l’inaugurazione è stato il valore culturale del cibo italiano.

Il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO viene considerato non soltanto un successo simbolico, ma anche uno strumento strategico di “soft power” capace di rafforzare l’immagine del Made in Italy nel mondo.

Un concetto che oggi si intreccia con export, turismo, territori, sostenibilità e diplomazia economica.


Antonio Cellie: “Il cibo non è solo merce, ma progetto culturale”

A tracciare la visione futura della manifestazione è stato Antonio Cellie.

Secondo Cellie, TUTTOFOOD vuole diventare sempre più una piattaforma permanente di confronto sul futuro del cibo, puntando su:

  • sostenibilità;
  • accessibilità;
  • qualità;
  • identità territoriali;
  • innovazione;
  • relazioni internazionali.

Un modello che alternerà, negli anni dispari, Cibus e, negli anni pari, TUTTOFOOD.

“La sensazione – ha spiegato Cellie – è che gli espositori vogliano comunicare un messaggio preciso: il cibo non è soltanto valore economico, ma uno strumento culturale capace di generare sostenibilità, giustizia e longevità condivisa”.


 

 


 

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