Tutto su Anisakis: ciclo biologico, descrizione, implicazioni sanitarie, Anisakidosi, reazioni allergiche, prevenzione

Tutto su Anisakis: ciclo biologico, descrizione, implicazioni sanitarie, Anisakidosi, reazioni allergiche, prevenzione

Ci rifiutiamo di pensare ad un dolo.
Conosciamo bene Oscar Farinetti e la sua filosofia. Conosciamo ed abbiamo visto con i nostri occhi l’igiene maniacale dei reparti di Eataly.
Cerchiamo quindi di capire cosa sia successo, senza però dimenticare la salute del consumatore che comunque è un obiettivo primario.
Cosa si può fare per evitare questi inconvenienti?

In attesa di eventuali dichiarazioni da parte della Direzione di Eataly, cerchiamo di conoscere qualcosa di più sul parassita trovato all’interno della alici fresche (su questo non ci sono
dubbi).
Ma lo si può trovare anche in altre specie di pesce fresco, proprio per questo è necessario risolvere il problema per evitare danni alla nostra salute.

(Da Wikipedia, l’enciclopedia libera)
Anisakis è un genere di nematodi parassiti di diversi animali marini.
Ciclo biologico
Questi parassiti si trovano, allo stadio di adulto, nell’addome dei mammiferi marini (balene, foche, delfini), più precisamente nello stomaco, e sono visibili ad occhio nudo.
Sono anche presenti all’interno delle carni prevalentemente nella parte inferiore del pesce (agli stadi intermedi) dove assumono una colorazione biancastra.
Le specie di Anisakis svolgono il loro ciclo biologico in ambiente marino.
Le uova vengono rilasciate in acqua attravero le feci dei mammiferi marini e si sviluppano vari stadi larvali.
Subito dopo la schiusa vengono ingeriti dal primo ospite intermedio, un crostaceo, che a sua volta viene ingerito dal secondo ospite intermedio, o paratenico (cioè in cui il parassita non
può svilupparsi e crescere), che è il pesce.
A questo punto si sviluppa l’ultimo stadio larvale che può passare direttamente al suo ospite definitivo (mammiferi marini) per il completamento del suo ciclo biologico oppure può
trovarsi accidentalmente in un altro ospite definito accidentale (nel quale il parassita non evolve a successivi stadi di sviluppo), che può essere l’uomo se quest’ultimo si ciba di pesce
crudo, o poco cotto, che contiene al suo interno la larva di Anisakis.

Descrizione
Questi nematodi misurano dai 1 ai 3 cm, vanno dal colore bianco al rosato, sono sottili e tendono a presentarsi arrotolati su se stessi.

Implicazioni sanitarie
Le larve di anisakis posso costituire un rischio per la salute umana in due modi: per una parassitosi causata da ingestione di pesci crudi contenenti le larve e per reazione allergica ai prodotti
chimici liberati dalle larve nei pesci ospiti.

Anisakidosi
La gravità della malattia che apportano dipende sia dalla quantità di parassiti ingeriti sia dalla sensibilità individuale del consumatore. I sintomi vanno da semplici
disturbi gastro enterici (dolori addominali, vomito, diarrea) alla possibile perforazione intestinale e dello stomaco.

Reazioni allergiche
Le sostanze biochmiche secrete dalle larve all’interno dei pesci che le ospitano possono causare delle reazioni anafilattiche in individui sensibili.

I prodotti ittici più a rischio sono:
    •    pesce sciabola
    •    lampuga
    •    pesce spada
    •    tonno
    •    sardine
    •    aringhe
    •    acciughe
    •    nasello
    •    merluzzo
    •    rana pescatrice
    •    molluschi
    •    cefalopodi
    •    sgombro

Prevenzione
Per risolvere il problema sarebbe sufficiente l’eviscerazione immediata del pesce, che però non viene mai praticata, oppure metodi basati sull’esposizione ad alte temperature o, al
contrario, molto basse:
    •    immediato congelamento rapido: il parassita muore dopo 24 ore a -20 °C
    •    esposizione ad alte temperature: il parassita muore in 15 minuti a 60 °C

Redazione Newsfood.com

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