Tutti a scuola, tutti al lavoro: il decalogo della buona alimentazione
18 Ottobre 2010
Pubblichiamo l’intervista al Prof. Ticca ed il comunicato stampa con i consigli degli esperti (nutrizionisti, psicologi, medici) del sito www.merendineitaliane.it.
L’articolo è frutto di un incrocio delle opinioni di diversi esperti, ma forse l’intervista di Ticca è la più centrata, quella che può interessare di
più.
Intervista al prof. Marcello Ticca – Nutrizionista Clinico
A settembre sono riprese le scuole, quanto incide l’alimentazione sul rendimento scolastico dei ragazzi?
Una premessa, scontata ma doverosa: il problema non è tanto mangiare in un certo modo durante i mesi di scuola, ma alimentarsi correttamente sempre, fin dall’infanzia, per sviluppare
compiutamente tutto il proprio potenziale sia fisico che psichico.
Questa è la norma generale, ma è evidente che anche in periodi più brevi l’alimentazione può influire sul rendimento scolastico.
Secondo studi condotti su migliaia di ragazzi, una dieta equilibrata qualitativamente e quantitativamente e ricca di frutta e verdura, specie se unita a migliori condizioni familiari e
ambientali, è collegata a migliori performances nei confronti di vari test e questionari, mentre una eccessiva assunzione di grassi è risultata capace di aumentare
notevolmente le percentuali di insuccesso a scuola. è poi ben noto che consumare una buona prima colazione del mattino ha un forte impatto sui risultati che si ottengono fra i
banchi: esperimenti ad hoc condotti negli USA hanno permesso di verificare notevoli miglioramenti nelle prestazioni scolastiche.
Non si può però dire che esistano cibi “miracolosi” per ottimizzare il rendimento del nostro cervello. E’ vero che il tessuto nervoso è composto in ampia percentuale da acidi
grassi essenziali e che gli omega-tre sono indispensabili per le giuste connessioni fra i vari neuroni (bene quindi consumare pesce, noci e semi oleosi), è vero che sembra che colina e
tirosina, in quanto precursori di neurotrasmettitori, sembra aiutino concentrazione e memorizzazione (bene quindi consumare uova, yoghurt e latte), ma la sostanza è che se la dieta
è già abitualmente variata ed equilibrata, aumentare le dosi di questo o di quel cibo non fa grande differenza.
E’ importante fare 5 pasti al giorno (prima colazione pranzo, cena e due merende), perché?
Frazionare l’alimentazione quotidiana in 4-5 occasioni (una buona prima colazione, due pasti principali e 1-2 spuntini) è utile e salutare per tutti: tantissimi studi hanno ormai
dimostrato che un’aumentata frequenza dei pasti (a patto, naturalmente, di tenere sotto controllo la quantità e la qualità di ciò che si mangia) permette il miglioramento di
tutta una serie di indici di rischio per la salute, diminuisce l’incidenza di numerose malattie metaboliche e consente di controllare meglio il peso corporeo.
Non a caso in dietoterapia vengono abitualmente consigliati pasti piccoli e frequenti per combattere disturbi metabolici, cardiocircolatori, respiratori e digestivi.
Sui meccanismi di tali effetti qualcosa si è scoperto e molto ancora si sta studiando. Agiscono certamente anche variazioni di attività enzimatiche (quali quelle che regolano la
produzione di tessuto adiposo) e di livelli di ormoni quali l’insulina, oltre forse ad effetti sul metabolismo basale e sulla termogenesi indotta dalla dieta. E poi, naturalmente, frazionare
l’alimentazione consente di non arrivare ai pasti principali troppo affamati e quindi rende più facile evitare di mangiare troppo e troppo voracemente.
Nel caso particolare dello studente, ricordiamo che un pasto troppo abbondante impone una digestione laboriosa che richiama molto sangue allo stomaco, sottraendolo per un più lungo periodo
al cervello e inducendo sonnolenza, e che concedersi i giusti spuntini a base di prodotti facilmente digeribili e assimilabili (come sono frutta, crackers o biscotti, ma certamente anche la
quasi totalità delle “merendine all’italiana” e molti gelati) consente di mantenere attenzione e concentrazione anche nelle ultime ore della mattinata e di stabilire le giuste pause
fisiologiche nelle ore di studio.
Tali pause sono necessarie per ottimizzare l’attenzione e permettere la re-sintesi di quei mediatori chimici che consentono l’attività psichica.
Che consigli può dare ai genitori a cui spetta il compito di educare i figli ad uno stile di vita sano?
Per i ragazzi il ritorno in città e alla scuola (“dalle spiagge ai banchi, dalla discoteca al video” come ha scritto qualcuno) è troppo spesso il ritorno ad una vita eccessivamente
sedentaria, dato che le 2-4 ore settimanali di sport “istituzionalizzato” contano ben poco, in assenza di una attività spontanea quotidiana di un certo rilievo: infatti sono in media
decisamente troppe le ore trascorse seduti, davanti alla TV, ai videogiochi e al computer, e va tenuto presente che il costo energetico di queste attività e del lavoro
intellettuale in genere è piuttosto limitato.
E ricordiamo che un bambino o un adolescente sovrappeso od obeso ha grandi probabilità di esserlo anche da adulto. I genitori hanno il preciso dovere di affrontare questi problemi,
impegnandosi ogni giorno per spingere i propri figli ad essere fisicamente più attivi (magari facendo in modo che certe buone abitudini tipiche delle vacanze trovino continuità
anche nei mesi invernali) e a mangiare in modo più corretto: questo significa non eccedere nelle dimensioni delle porzioni e nel preferire esageratamente i prodotti più tipicamente
voluttuari e/o ipercalorici, e variare le proprie scelte, adottando anche quei cibi, quali frutta e verdura, che consentono di saziarsi più facilmente con un minor introito calorico.
è vero che proprio questi sono gli alimenti che ai ragazzi in genere piacciono di meno, ma è esattamente questo il punto sul quale i genitori debbono insistere, secondo due
strategie: da un lato, patteggiando con i figli le frequenze di consumo dei cibi più graditi, e dall’altro insegnando loro ad assaggiare i cibi “critici” (verdure, legumi, pesce, ecc.), in
modo tale da selezionarne almeno alcuni da inserire nella dieta abituale. In questo modo non è poi così difficile realizzare, nello stile alimentare dei ragazzi, una vera e propria
“educazione al gusto”, che includa anche l’insegnamento a masticare con calma (maggior effetto saziante e migliore percezione dei sapori) e a mettere il naso in cucina, per abituarsi alla
manipolazione dei cibi e alla percezione di odori e sapori che in precedenza rifiutavano o ignoravano.
Una educazione al gusto che costerà un po’ di fatica ai genitori, ma che potrà dimostrarsi capace, con il tempo, di produrre grandi risultati, nei ragazzi, a favore di una
alimentazione migliore e più completa e quindi anche di un maggior stato di benessere psicofisico.
TUTTI A SCUOLA, TUTTI AL LAVORO: I DIECI CONSIGLI PER RICOMINCIARE CON IL PIEDE GIUSTO
Milioni di ragazzi sono tornati sui banchi di scuola: ecco le dritte di medici, nutrizionisti, psicologi esperti del sito www.merendineitaliane.it per superare lo stress da
rientro.
Se è vero, infatti, che non esistono “ricette miracolose” per ottimizzare il rendimento del cervello, è altrettanto vero che seguire delle semplici regole può aiutare a
migliorare la concentrazione e ad affrontare al meglio la ripresa degli impegni. L’importante è che la fatica sia graduale senza farsi mancare piccoli gesti gratificanti.
E lo stesso discorso vale per chi si reca al lavoro tutti i giorni.
Secondo l’Istat 1 italiano su 10 soffre di stress da rientro: l’estate è ormai accantonata, bisogna riprendere i ritmi quotidiani e tornare al lavoro. A soffrirne non sono solo i
grandi, ma anche i giovanissimi: milioni di ragazzi si apprestano a tornare sui banchi di scuola e hanno bisogno di tutte le loro energie per affrontare al meglio l’anno. Un valido aiuto arriva
anche dall’alimentazione, come spiegano i consigli di medici e nutrizionisti dalle pagine di www.merendineitaliane.it, un sito ricco di spunti e informazioni su come nutrirsi in modo
corretto sin dall’infanzia mantenendo uno stile di vita sano.
La parola chiave deve essere gradualità: non bisogna chieder troppo a corpo e mente, ancora legati alle abitudini consolidate durante i mesi di vacanza. L’impegno mentale, quindi, va
ripreso gradualmente e bisogna ricominciare ad alimentarsi in maniera corretta, dimenticando a poco a poco le probabili esagerazioni estive pur mantenendo piccole gratificazioni quotidiane.
“Bisogna ricominciare a prendersi cura di sé, sapendo che non si avrà il frigorifero a portata di mano o il bar della spiaggia a due passi- commenta la psicologa
dell’educazione Annamaria Ajello – La colazione va fatta per intero e senza fretta. Inoltre, è utile prendere l’abitudine di andare a scuola con un/a compagno/a per condividere
l’idea dell’impegno che si va ad affrontare. Ritrovare il gusto della chiacchierata con un amico fa in un certo senso diminuire il peso della nuova fatica, che diventa quasi condivisa ed è
importante che anche i genitori parlino con i figli per far capire loro come i nuovi ritmi di lavoro riguardino tutti e ci si debba abituare a questa ritrovata quotidianità. Nello stesso
tempo, però, vanno ribadite delle regole, non troppo rigide, concedendosi qualche eccezione, proprio per evitare atteggiamenti troppo recalcitranti rispetto ai nuovi orari e abitudini da
assumere.”
Un ruolo molto importante lo giocano un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo.
Utile a questo proposito il decalogo stilato ad hoc dal Comitato Scientifico di www.merendineitaliane.it. per un rientro a scuola più produttivo:
1) Mai saltare la colazione. Sarebbe come partire con l’auto senza metterci prima dentro la benzina
2) Concedersi qualcosa di particolarmente gradito per colazione: mette allegria, aiuta a iniziare bene la giornata e aiuta ad alzarsi dal letto più volentieri.
3) Un piccolo spuntino a metà mattina favorisce la concentrazione e fa arrivare all’ora di pranzo con meno appetito.
4) Tornare a casa a pranzo quando è possibile. In ogni caso mangiare seduti a tavola con calma per rilassarsi e digerire bene.
5) Interrompere lo studio pomeridiano giocando all’aperto per mantenere un buon equilibrio psicofisico.
6) Fare una merenda leggera che interrompa le ore di digiuno fra pranzo e cena è un’ottima abitudine.
7) A cena un pasto completo (primo, secondo, contorno, frutta) per compensare eventuali squilibri nutrizionali dei pasti precedenti.
8) Saltare i pasti porta a un’alimentazione squilibrata, mangiucchiare in continuazione è altrettanto sbagliato.
9) Moderazione e varietà sono le regole fondamentali per nutrirsi correttamente.
10) Mangiare sano è importante ma il cibo che si sceglie deve anche gratificare.
“E’ molto importante che chi studia, e che deve quindi contare su tutte le proprie energie, fisiche e mentali, impari sin da piccolo a seguire regole precise nella suddivisione dei pasti
quotidiani, ovvero una buona prima colazione, una piccola merenda, un pranzo, un’altra piccola merenda e una cena.- commenta Amleto D’amicis, epidemiologo nutrizionale – E visto
che anche i ragazzi, e non solo gli adulti, si stressano a causa degli impegni scolastici spesso intensi, nella loro dieta non deve mancare anche la gratificazione sotto forma di cibi
preferiti e desiderati.”
“Una corretta distribuzione dei pasti nella giornata è importantissima – aggiunge Pietro Antonio Migliaccio, dietologo clinico – ma lo è altrettanto concedere al
bambino qualche cosa di dolce o comunque un cibo che sia per lui particolarmente gratificante, come un pezzo di torta, di cioccolata, un gelato, una merendina.”
Ma, in uno stile di vita sano una corretta alimentazione, non basta, ci vuole anche un moderato e costante esercizio fisico che porta maggiore ossigeno al cuore e al cervello
favorendo anche la concentrazione Ecco perché è importante ritagliarsi ogni giorno, e non solo quando si è in vacanza, almeno un’ora per giocare o fare sport
all’aria aperta.
“Se in vacanza ci si muoveva di più e quindi si consumava più energia, non bisogna pensare che stare sui libri non comporti un certo dispendio energetico – sottolinea
il nutrizionista e medico dello sport Michelangelo Giampietro – soprattutto quando bisogna studiare intensamente è necessario avere le risorse energetiche e nutrizionali per
potersi concentrare. Ecco perché una corretta alimentazione può aiutare a migliorare l’apprendimento e la memorizzazione. Mentre si studia, però, bisogna
anche riuscire a concedersi delle pause con la duplice funzione di scaricare la tensione nervosa e fare del sano movimento in modo da tornare sui libri più concentrati ed
efficienti”.
“Per i ragazzi il ritorno in città e alla scuola – conclude Marcello Ticca – è troppo spesso il ritorno a una vita eccessivamente sedentaria. I genitori hanno il
preciso dovere di affrontare questi problemi, impegnandosi ogni giorno per spingere i propri figli a essere fisicamente più attivi (magari facendo in modo che certe buone abitudini tipiche
delle vacanze trovino continuità anche nei mesi invernali) e a mangiare in modo più corretto: nel caso particolare dello studente, un pasto troppo abbondante impone una digestione
laboriosa che richiama molto sangue allo stomaco, sottraendolo per un più lungo periodo al cervello e inducendo sonnolenza.
Meglio concedersi giusti spuntini a base di prodotti facilmente digeribili e assimilabili, come frutta, crackers, biscotti, merendine e gelati, per mantenere attenzione e concentrazione anche
nelle ultime ore della mattinata e stabilire le giuste pause fisiologiche nelle ore di studio”.
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