Tumori: possono passare da madre a figlio durante la gravidanza

Tumori: possono passare da madre a figlio durante la gravidanza

Durante la gravidanza, le donne incinte affette da tumore possono infettare con tale malattia anche il feto che hanno in grembo.

A dirlo, uno studio dell’Institute of Cancer Research, diretto dal professor Mel Greave e pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

I ricercatori hanno analizzato un caso del 2006 quando un bambino era morto in ospedale poco dopo la nascita per leucemia, la stessa cosa che 3 mesi prima aveva ucciso la madre. Gli esami
autoptici avevano poi dimostrato come il sangue di entrambi conteneva lo stesso tipo di cellule tumorali, cosa possibile solo se i tumori hanno la stessa fonte.

Successivamente, i medici britannici si sono occupati di una donna inglese morta di leucemia a 28 anni, che aveva trasmesso il tumore alla figlia quando essa si trovava ancora nella placenta.
Al riguardo, spiega il dottor Tony Ford, direttore dell’Institute of Cancer Research: “La famiglia è stata drammaticamente sfortunata; tuttavia la bambina è ancora viva e
attualmente si trova sotto stretta osservazione”.

La squadra del professore Greave fa notare come il caso della paziente inglese sia il primo caso accertato di trasmissione del cancro da madre a figlio. Prima di esso, esistevano 30 casi
sospetti, di madre e feto con lo stesso tumore, ma niente di dimostrato con certezza.

Secondo gli scienziati, normalmente il passaggio del cancro è impossibile, in quanto le cellule tumorali vengono respinte dalla barriera placentale. Ma, se il sistema immunitario
è malfunzionante, le cellule cancerose vengono riconosciute come “amiche” ed inglobate.
Questo è più probabile con patologie come il melanoma e la leucemia, che hanno un’elevata tendenza alle metastasi.

Conclude il professor Greave: “Finalmente abbiamo risolto il mistero. Ma vogliamo anche precisare che si tratta di casi rarissimi, che si possono verificare sono in particolari circostanze,
estremamente sfortunate”.

Matteo Clerici

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