Troppe connessioni, poche ordinazioni. Starbucks dice basta al WEB libero

Troppe connessioni, poche ordinazioni. Starbucks dice basta al WEB libero

By Redazione

Il cliente entra nel locale. Poi usa il computer, navigando in Internet: documenti, mail inviate e chat occupate. Nel mentre, si toglie posto a clienti paganti e si consuma poco (just a pastry,
solo un dolcetto, come si dice negli States).

Quella appena descritta è la situazione presente nei locali Starbuck da tempo, troppo tempo secondo la direzione. Così, i capi hanno detto basta. L’annuncio è stato data
dal portavoce Alan Hilowitz: a partire da alcuni locali, Starbucks staccherà la spina, tornando alle origine: consumazione classica, chiacchierata come una volta e tempi di permanenza
accettabili.

Ironicamente, la questione tecnologia era iniziata con ben altri auspici. Starbucks e concorrenza avevano ritenuto come permettere (ed incentivare) i clienti ad usare i loro aggeggi hi-tech
avrebbe invogliato questi ultimi alla presenza fruttuosa: detto altrimenti, più consumazioni, più profitto.

La realtà si è mostrata radicalmente opposta: non solo gli avventori tecnologici non consumavano di più, ma la loro presenza scoraggiava quelli non troppo amanti
dell’atmosfera a tutto computer.

Così, come spiega “The New York Times”, si torna all’antico. Sempre più locali, piccoli o grandi, si orientano verso la zero-tecnologia: non solo non si offrono agevolazioni, ma
si rende chiaro (tramite cartello) che i vari ammennicoli tecnologici non sono graditi.

Ed in tale corrente nuota Starbuck: pur avendo libertà di scelta, i suoi locali saranno invitati a tenere sotto controllo i maniaci dell’elettronica ed i loro aggeggi.

FONTE: Nick Bilton, “No E-Books Allowed in This Establishment”, NYTImes.com, 2/08/011

Matteo Clerici

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