Tratta di esseri umani, l'assessore alle Politiche sociali invita ad aderire alla campagna europea di sensibilizzazione
18 Luglio 2008
«La tratta di esseri umani di tutte le età , sradicati dai propri luoghi di origine e costretti in condizioni di vita che violano i diritti umani è un
fenomeno gravissimo che va contrastato innanzitutto con una presa di coscienza collettiva, con un’assunzione di responsabilità che deve coinvolgere ogni cittadino».
Convinta adesione dell’assessore alle Politiche sociali, Maria Salvia, alla campagna di sensibilizzazione «Tratta No!», promossa dal Fondo sociale europeo, in
collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
«Fortunatamente questo fenomeno non è particolarmente diffuso nella nostra provincia, se si considera quanto avviene invece nei grandi agglomerati urbani del Paese e
nelle regioni dove maggiore è la richiesta di manodopera sottocosto – continua Salvia -. Non dobbiamo commettere l’errore, però, di credere che il Vibonese sia immune
da questa forma di nuovo schiavismo, perché anche dalle nostre parti esistono situazioni di drammatico sfruttamento degli extracomunitari, anche se in misura ridotta rispetto al
resto dell’Italia. Ma proprio la marginalità di questo problema rispetto ad altre tematiche di tutela sociale più avvertite a livello locale, rende difficile
l’individuazione di questi casi».
Oggetto di una recente riunione tenutasi in Prefettura, la campagna «Tratta No!» mira innanzitutto a sfatare alcuni luoghi comuni, come quello secondo cui il traffico
di esseri umani riguarderebbe soltanto la prostituzione.
«Non è così – spiega l’assessore provinciale -, perché la tratta di persone si concretizza soprattutto nello sfruttamento lavorativo e spesso
si nasconde in fabbrica, nei campi coltivati, nelle case di normali cittadini che ricorrono senza tanti scrupoli all’ausilio di badanti e lavoratori domestici sottopagati e privati di ogni
tutela».
Da queste considerazioni scaturisce l’appello di Salvia rivolto a tutti, società civile e istituzioni, ad una maggiore vigilanza, ricorrendo quando è necessario al
numero verde istituito dal Ministero per le Politiche Sociali nell’ambito della campagna in questione: 800 290 290.
«Invito i mezzi di comunicazione a dare il massimo risalto possibile a questa iniziativa – conclude l’assessore -, pubblicizzando il numero verde e sollecitando le vittime di
questo fenomeno, ma anche chiunque sia a conoscenza di una situazione che configuri il traffico di essere umani, a chiamare per segnalare l’accaduto o semplicemente per chiedere
aiuto».





