Toscana: Al via il Congresso nazionale dell’apicoltura italiana

Toscana: Al via il Congresso nazionale dell’apicoltura italiana

Firenze – Gli alveari italiani stanno rinascendo a nuova vita, con uno stato di salute eccellente e produzioni di miele ottime, sia in termini di qualità che di quantità, dal
nord al sud del Belpaese, registrate nel 2009. Gli italiani si sono resi protagonisti di una vera e propria gara di solidarietà nei confronti delle api, con consumi di miele in crescita
vertiginosa ( 50%) nel corso del 2009.       

Un successo per gli apicoltori, spiega una nota, in prima linea nella campagna contro i pesticidi ‘killer’, che ha visto tutta l’Italia – dai produttori ai consumatori, dalle istituzioni fino
alla ricerca – mobilitarsi per salvare le api dal grave problema della moria degli alveari. Il mondo del miele italiano, riunito al Congresso nazionale dell’apicoltura italiana (Chianciano Terme,
da domani al 7 febbraio), sarà al lavoro perché il divieto all’uso dei concianti neonicotinoidi possa diventare definitivo, dopo lo stop fino al 20 settembre 2010 previsto dal
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.   

Per proseguire la loro campagna, ed in vista dello scadere dello stop all’uso dei concianti neurotossici per il mais, gli apicoltori italiani insieme all’Unaapi hanno raccolto, tramite una
sottoscrizione, oltre 120.000 euro “per fronteggiare nei tribunali e nel Paese lo strapotere della lobby dei “venditori di chimicà'”, spiega il presidente Francesco Panella. Gli
apicoltori, infatti, hanno saputo tenere testa ai potenti interessi privati della lobby dei produttori e venditori di chimica, ottenendo da parte della Commissione Fitofarmaci, sulla linea delle
prime conclusioni delle attività scientifiche attivate dal Ministero delle Politiche Agricole, il rinnovo della sospensione dei concianti neurotossici per il mais anche nel 2010.
  

E gli effetti si sono potuti registrare fin da subito: nel 2009 non si sono verificati quei fenomeni devastanti di spopolamento e moria degli alveari degli anni precedenti, gli allevamenti
apistici italiani si sono ricostituiti, le produzioni aumentate e migliorate qualitativamente, i consumi passati dai 400 ai 600 grammi a testa. E ora, dagli “stati generali” in Toscana, gli
apicoltori italiani si confronteranno affinché possano essere messi a punto concretamente metodi più rigorosi nelle autorizzazioni ai fitofarmaci, studi e limitazioni analoghe anche
nei confronti di antiparassitari chimici utilizzati in tutte le altre coltivazioni, e per rendere noti i dati scientifici fin qui rilevati, insieme alle pratiche e ai prodotti alternativi che
abbiano un minore impatto ambientale.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Leggi Anche
Scrivi un commento