Veneto: Si chiede a Regione e Governo di fornire il vaccino antirabbia a pensionati, disoccupati e ai volontari che recuperano i cani abbandonati
4 Gennaio 2010
Entro la fine di questo mese tutti i cittadini trevigiani e bellunesi (piu’ buona parte dei cittadini di Venezia e Vicenza) dovranno provvedere a vaccinare i propri cani contro la rabbia
silvestre così come imposto con ordinanza n.251 del 24 novembre 2009 del presidente del Veneto, con oggetto: “Misure urgenti per contrastare la diffusione epizoozia di rabbia
silvestre in Veneto”.
Tale vaccinazione verrà eseguita dai Servizi Veterinari delle ASL per un importo di 5 euro per animale o dai veterinari autorizzati per un importo di 20 euro; per chi non effettuerà
la vaccinazione ai propri cani è prevista una salatissima sanzione che va da circa 1550 euro a ben 9300 euro.
Questo obbligo sarà per le case farmaceutiche l’ennesimo affare milionario, mentre per i pensionati, i disoccupati o per le famiglie con un reddito basso che hanno più di un cane si
tramuterà in un impegno di spesa gravoso ed inaspettato.
Considerato che ci sono ancora troppi proprietari che non hanno fatto mettere il microchip al proprio cane e che considerano questi animali come oggetti, c’è il rischio che più di
qualcuno piuttosto di spendere tempo e denaro per la vaccinazione preferirà liberarli andando ad incrementare il numero dei randagi e quindi il rischio delle diffusione della rabbia
silvestre.
In considerazione di tutto ciò le associazioni che tutelano gli animali della provincia di Treviso, LAC Veneto, OIPA Treviso, UNA Treviso, AAE Treviso, LAV Veneto, LIDA Treviso, ENPA
Treviso, AnimalForum Treviso e l’Associazione Tutela Animali S.Francesco di Feltre, hanno scritto una lettera al Presidente del Veneto ed al Ministro della Salute chiedendo la gratuità del
vaccino per le seguenti categorie di proprietari: pensionati, persone disoccupate, famiglie a basso reddito, volontari di rifugi per cani o persone che recuperano cani abbandonati.
Le associazioni hanno richiesto contestualmente che la regione conduca una campagna parallela per il rispetto delle disposizioni della L.R.60/93 che prevedono l’obbligo di dotare tutti i cani di
microchip.
“Per evitare che il vaccino obbligatorio dei cani contro la rabbia silvestre – ha commentato Andrea Zanoni, presidente della LAC del Veneto – diventi un affare per le case farmaceutiche e
si traduca in ulteriori abbandoni di cani a causa dei costi del vaccino, abbiamo chiesto alla regione di far vaccinare gratuitamente almeno i cani dei proprietari delle categorie più a
rischio come gli anziani, i disoccupati e i volontari che recuperano decine di cani al mese.”




