Tassazione degli interessi dovuti sulle somme stabilite nella sentenza

E’ stato posto un quesito alla Agenzia delle Entrate in ordine al regime fiscale applicabile sugli importi dovuti a titolo di interessi sulle somme stabilite in sentenza.
La questione si pone quando il giudice pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro (somme che costituiscono redditi di lavoro dipendente trattandosi di
proventi conseguiti in sostituzione di tale ultimo reddito) e deve determinare, oltre gli interessi nella misura legale, il maggior danno subito dal lavoratore per la diminuzione di valore del
suo credito, condannando al pagamento della somma relativa con decorrenza dal giorno della maturazione del diritto.

Chiarimenti dell’Agenzia delle entrate
Con la risoluzione del 12 ottobre 2007, n. 292/E, l’Agenzia delle Entrate, ad interpretazione dell’art. 6, comma 2, D.P.R. n. 917/1986, ha
chiarito quale regime fiscale deve essere applicato alle somme dovute a titolo di interessi a seguito di sentenza di condanna, in particolare con riguardo alle quote liquidate in data
successiva al 30 dicembre 1993 (data di entrata in vigore del D.L. n. 557/1993).
L’Agenzia delle Entrate ha richiamato la circolare n. 326 del 1997 che aveva già chiarito che ai fini dell’assoggettamento a tassazione quali redditi di lavoro dipendente fossero da
assoggettare a tassazione e non è necessario che gli interessi e la rivalutazione conseguano ad una sentenza di condanna del giudice, essendo sufficiente il fatto oggettivo della loro
corresponsione e, quindi, anche se gli stessi derivano da un adempimento spontaneo del datore di lavoro o da una transazione.
Infatti, la disposizione in esame richiama “le somme di cui all’articolo 429, ultimo comma, del codice di procedura civile”, senza richiedere che le stesse siano percepite ai sensi della citata
disposizione.
La norma contenuta nell’articolo 6, comma 2, del D.P.R. n. 917/1986 esplica i suoi effetti a partire dal 30 dicembre 1993, data di entrata in vigore del decreto legge che ha modificato
l’articolo medesimo. Pertanto, le somme percepite a titolo di interessi moratori o per dilazione di pagamento a partire da tale data sono soggette a tassazione.
Interessi secondo il criterio di cassa
L’Agenzia ha chiarito che, con riguardo ai redditi di lavoro dipendente, l’imputazione temporale segue il criterio di cassa, per cui anche gli interessi dovuti sugli importi appartenenti alla
categoria dei redditi di lavoro dipendente devono essere assoggettati ad imposta secondo il criterio di cassa e, quindi, nello stesso anno in cui sono pagati prescindendo da qualsiasi
riferimento al momento in cui ha origine il diritto.
L’Agenzia, dunque, ha reso noto che gli interessi corrisposti dal 2007 e liquidati in data successiva al 30 dicembre 1993 sono integralmente soggetti ad imposizione fiscale.

Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 292/E del 12 ottobre 2007
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