Tassare i cibi grassi per combattere l’obesità

Tassare i cibi grassi per combattere l’obesità

Inserire una multa (od una tassa) sui prodotti ricchi di grassi e zuccheri, al fine di farne calare il consumo e prevenire l’obesità.

Questa la soluzione proposta da una ricerca della University of Buffalo (USA) diretta da Leonard Epstein e pubblicata su “Psychological Science”.

Epstein e compagni hanno creato un modello artificiale di supermercato, completo di una vasta gamma di cibi, dagli snack zuccherati alla frutta. In tale supermarket gli alimenti cattivi erano
tassati (dal del 12,5% al 25% sul prezzo-base), mentre quelli virtuosi erano scontati.
Successivamente hanno reclutato diverse volontarie, tutte madri di famiglia, dando loro un budget in denaro per fare la spesa.

Gli scienziati hanno così notato come il sovrapprezzo inducesse a non comprare i prodotti tassati: in questo modo calava il consumo di grassi e carboidrati, mentre facendo salire quello
di proteine.

Al contrario le promozioni sugli alimenti sani hanno fallito, facendo deviare i soldi risparmiati su alimenti poco salutari.

In conclusione, il team di Buffalo ritiene che si possa far calare il peso corporeo facendo calare quello del portafoglio. Una serie di tasse sugli alimenti golosi, cioè, può
essere in grado di spingere anche i più golosi verso corrette abitudini nutrizionali. Tali misure però, devono essere applicate con saggezza: “Sconti su broccoli e yogurt
potrebbero non essere la scelta giusta per combattere l’obesità”, conclude Epstein.

Fonte: Leonard H. Epstein, Elizabeth A. Handley, Kelly K. Dearing, David D. Cho, James N. Roemmich, Rocco A. Paluch , Samina Raja , Youngju Pak, Bonnie Spring,
Purchases of Food in Youth”, Psychological Science 2009, doi:10.1111/j.1467-9280.2005.01668.x

Matteo Clerici

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