T.V.B. Ti voglio bere

Novara – Si scrive TVB e si legge Ti voglio bere: non una semplice dichiarazione di affetto ma una manifestazione di intenti vera e propria, destinataria? L’economicissima, sicurissima
e comodissima acqua del rubinetto.

T.V.B. Ti voglio bere è proprio il nome del progetto che il Centro Studi Ambientali di Torino porta avanti in una rete di 25 scuole superiori piemontesi, per un totale di circa 15.000
studenti, grazie al sostegno dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte e a quello dei partner storici dell’iniziativa sulla Provincia di Torino. Vincitore del Premio nazionale
Pianeta Acqua 2008 come migliore progetto di Educazione, T.V.B. prevede all’interno delle scuole azioni concrete per il risparmio idrico e la valorizzazione dell’acqua dell’acquedotto, con
interventi tecnologici, educativi e di comunicazione rivolti a studenti e alle loro famiglie. Obiettivi: sensibilizzare a un uso più consapevole della risorsa idrica, promuovendo il bere
l’acqua del rubinetto.

Se ne è parlato a Novara venerdì 9 maggio, durante una conferenza stampa all’interno dell’Istituto Professionale Alberghiero «Ravizza». Ospiti: Nicola De Ruggiero,
Assessore all’Ambiente della Regione, Domenico Filippone, presidente del Centro Studi Ambientali, Franco Enrico Paracchini, Assessore all’Ambiente della Provincia di Novara, Alfio Arcidiacono,
Dirigente Scolastico dell’Istituto e gli studenti coinvolti nel progetto, che oltre a presentare i risultati delle loro ricerche sulle acque, hanno deliziato gli intervenuti con un coffee break
e un buffet a tema preparato da loro.
«L’acqua di Novara è buona e conviene rispetto a quelle imbottigliate: costa molto meno ed è controllata tutti i giorni», garantisce Jessica, una dei water manager,
gli studenti esperti sul tema formati durante l’anno scolastico.
«I ragazzi di «T.V.B. Ti voglio bere» – dice l’assessore De Ruggiero – che nelle scuole piemontesi si impegnano a bere l’acqua del rubinetto e ad utilizzarla al meglio, grazie
ad accorgimenti per risparmiarne l’uso, adottano una buona pratica che non solo privilegia un prodotto che compete senza timori con le acque imbottigliate (dal punto di vista della
qualità e, cosa che non guasta, da quello economico), ma che permette di non sprecare una risorsa che non è infinita e che dobbiamo salvaguardare per le generazioni future. A
ciò aggiungiamo la diminuzione dell’impegno di energia per produrre, oppure raccogliere, oppure riciclare la plastica. E, naturalmente, con meno emissioni di CO2».

Presto i monitoraggi all’interno delle scuole ci diranno esattamente quanti litri – e quanti soldi – saranno stati risparmiati dalle amministrazioni grazie agli interventi tecnologici di T.V.B.
«Le aspettative sono alte – anticipa Domenico Filippone, responsabile del progetto -. Ci si attende un taglio in bolletta di circa 6 milioni di litri di acqua., stando a una stima che
tiene conto dei risultati ottenuti nel 2006/07 sul territorio provinciale, dove il risparmio idrico medio per istituto era compreso tra il 15% e il 29%, che tradotto in litri, equivale a una
media di 800 litri risparmiati a persona».
E presto il progetto porterà nelle scuole anche i sistemi di trattamento dell’acqua del rubinetto, macchine erogatrici di acqua sfusa refrigerata, che migliorano le caratteristiche
organolettiche dell’acqua della rete. Portafogli e ambiente ringrazieranno.

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