Nutrimento & nutriMENTE

SWG: «fiducia a tavola se provenienza è 'Made in Italy'»

By Redazione

Cernobbio, 19 Ottobre 2007 – La provenienza nazionale degli alimenti gioca un ruolo importante nella percezione di sicurezza alimentare con quasi 9 italiani su 10 che si fidano di
più se ciò che arriva sulle loro tavole è stato prodotto entro i confini nazionali con un atteggiamento in aumento nel corso degli ultimi 3 anni che però raggiunge
un ulteriore picco dopo i recenti allarmi sanitari. E’ quanto emerge dall’Indagine 2007 COLDIRETTI-SWG «Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione» presentata al Forum di
Cernobbio organizzato dalla Coldiretti e Studio Ambrosetti, dal quale si evidenzia peraltro che in Europa, la provenienza nazionale, pur essendo importante per 2 consumatori su 3, non
rappresenta una determinante d’acquisto altrettanto forte. Il bisogno di sicurezza degli italiani trova un ulteriore riscontro – sottolinea la Coldiretti – nella unanime (98 per cento)
richiesta di indicazione del luogo di allevamento o di coltivazione degli alimenti che peraltro appare condivisa anche a livello europeo (97 per cento).

Questo atteggiamento rappresenta un punto fermo nei comportamenti d’acquisto degli italiani, che sull’etichettatura d’origine sono diventati sempre più consapevoli, rigorosi ed esigenti.
«Grazie alla mobilitazione della Coldiretti più della metà dei soldi spesi dai consumatori italiani per l’acquisto degli alimenti sono ora destinati a prodotti per i quali
è possibile conoscere la provenienza» ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «ancora molto resta da fare per togliere dall’anonimato
tutti gli alimenti, dai salumi ai formaggi, dalla carne di maiale a quella di agnello, dalle conserve vegetali ai succhi di frutta, ma anche per il latte a lunga conservazione».

L’Italia – precisa Marini – si candida a svolgere una funzione di avanguardia in Europa nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare e ad accelerare con coerenza il percorso già
intrapreso a livello comunitario con l’estensione a tutti i prodotti alimentari dell’obbligo (già in vigore nella UE per carne bovina, uova, miele, ortofrutta fresca e in Italia per
l’extravergine, latte fresco, carne di pollo e passata di pomodoro) di indicare nelle etichette l’origine della componente agricola impiegata. I consumatori italiani – continua la Coldiretti –
associano al Made in Italy le caratteristiche di genuinità (58 per cento), sicurezza (57 per cento) e gusto (54 per cento) mentre sono elementi secondari la naturalità e il costo
segnalati solo da circa il 25 per cento degli intervistati. E’ invece soprattutto il gusto che distingue il Made in Italy in Europa: per il 68% dei consumatori europei il cibo italiano evoca i
piaceri del palato.

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