Svizzera. Vola il franco, sprofonda l’emmental
9 Agosto 2011
La recente crisi economica unisce in maniera particolare le banche svizzere ed i verdi pascola delle mucche. Tutto inizia quando le fluttuazioni fanno salire il valore del franco svizzero,
capace di salire di quasi la metà. Qualcuno decide di usare la moneta in questione per comprare Emmental, bene-rifugio, recentemente elogiato come “Il caviale di domani”.
Qualcun altro invece, segue la situazione con occhi preoccupati. Specialmente se si è nel Canton Berna, Svizzera, dove il super franco è talmente quotato da scoraggiare l’acquisto
dei prodotti locali dagli investitori stranieri. E visto che il Canton Berna è la culla dell’emmental, il disagio è particolarmente sentito.
I dati chiariscono meglio il sistema. Fino al 2009, l’emmental era più che amato oltreconfine, con una quota di mercato in grado di arrivare al 30%. Nonostante tarocchi ed imitazioni,
62.146 tonnellate di formaggio rosso crociato (70% della produzione totale) avevano varcato i confini. Poi, la decadenza, che ha interessato anche gli amatori italiani e tedeschi. Allora, nei
primi sei mesi dell’anno corrente sono stati venduti 7.548 tonnellate di Emmental, -17% rispetto a 365 giorni prima.
Le cifre sgradevoli vanno a braccetto con il disagio dei locali. Urs Glauser è un maestro formaggiaio di Oberhünigen. Le sue creazioni si diffondevano il tutto il mondo, poi
è arrivato il franco tritatutto. Ne segue che “Il futuro non è roseo, in questo momento io e altri produttori di formaggio stiamo seriamente discutendo se chiudere; alcuni lo
hanno già fatto”.
Discorso simile da parte di Ernst Hofer, proprietario di un grosso deposito a Burgdorf: “L’Emmentaler è sempre stato più caro rispetto ai formaggi a pasta dura francesi o
tedeschi, ma una crisi così non si era mai vista. Non penso che l’Emmentaler morirà, ma diversi caseifici stanno chiudendo ed è un peccato perché sono stabilimenti
che oggi producono un’ottima qualità”.
Se l’Emmental piange, altri formaggi ridono. Alcuni svizzeri sfruttano la super moneta locale e fanno scorta di latticini stranieri. Tra loro, l’italica mozzarella: i dati del primo semestre
2011 danno un import di 1. 926 tonnellate, +16% rispetto al primo semestre 2010.
Matteo Clerici
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