Sviluppo di tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica

I finanziamenti pubblici per la ricerca nel campo delle tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica sono fondamentali per incoraggiare i produttori di automobili ad aumentare gli
investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), questo sostiene la profssa Julia King, vice rettore dell’Aston College e uno dei massimi esperti britannici sulla riduzione delle emissioni di
anidride carbonica (CO2) nel trasporto su strada.

La professoressa è uno dei principali autori del King Review, un rapporto commissionato dal ministero del tesoro britannico che prende in esame le tecnologie dei veicoli e dei carburanti
e che, nei prossimi 25 anni, potrebbe aiutare a decarburare il trasporto su strada, in particolare le automobili.

Il rapporto, pubblicato in due parti, propone delle raccomandazioni politiche su come governo, industria, comunità della ricerca e consumatori possono contribuire a ridurre le emissioni
di CO2.

A livello globale, il risultato delle crescenti concentrazioni di gas serra nell’atmosfera è che i cambiamenti climatici minacciano di avere gravi conseguenze, come inondazioni,
siccità, evacuazioni di popolazioni e distruzione dell’ecosistema.

Per affrontare il problema gli esperti consigliano di limitare i gas serra a 550 parti per milione (ppm), ma questo richiederebbe una riduzione di almeno il 25% delle emissioni in tutti i
settori entro il 2050.

Durante il vertice del G8 2007 a Heiligendamm, i leader mondiali si sono accordati per una riduzione del 50% delle emissioni globali entro il 2050 (in rapporto ai livelli del 1990). Tuttavia,
«questo obbiettivo non è sufficientemente alto» secondo la prof.ssa King che ritiene che l’obbiettivo dovrebbe essere superiore, tra il 60 e l’80% entro il 2050.

Presentando il suo rapporto il 29 aprile a Bruxelles, la prof.ssa ha detto che decarburare le automobili è un obbiettivo ragionevole vista la sfida ambientale dei cambiamenti climatici.

Fin da quando la prima Ford Modello T uscì dalla catena di montaggio, il trasporto su strada ha migliorato moltissimo la mobilità, la prosperità economica e la
qualità della vita di miliardi di persone; e inoltre è diventato un’importante settore industriale.

Tuttavia, con la crescita del trasporto su strada, crescono anche le emissioni. Nel 2000, automobili e furgoni erano responsabili del 7% delle emissioni globali di CO2. Se le cose dovessero
rimanere invariate, si stima che le emissioni del trasporto su strada globale raddoppieranno entro il 2050. Per quella data si prevede che i proprietari di automobili in Cina e in India
passeranno dai pochi attuali a quasi 400 ogni 1000 abitanti. «Questo è un mercato più grande di quanto avessimo mai immaginato,» ha detto la professoressa.
«Dobbiamo essere assolutamente determinati per fare sì che quelle automobili utilizzino tecnologie a bassa emissione di CO2,» ha aggiunto.

Il settore europeo dei costruttori di automobili dispone delle conoscenze necessarie per sviluppare e portare sul mercato le tecnologie a bassa emissione di CO2, acquisendo così un
vantaggio competitivo. «Stiamo parlando di un’industria che dispone di ottimi ingegneri,» ha sottolineato la professoressa. Ma «se infiliamo la testa sotto la sabbia, i cinesi
e gli indiani venderanno a noi le automobili a basse emissioni, quindi è fondamentale muoverci adesso.»

Una della raccomandazioni del King Review invita i governi a concentrare la loro spesa pubblica nella ricerca sulle tecnologie a bassa emissione di CO2. La prof.ssa King ritiene che questo sia
importante allo scopo di incoraggiare anche il settore privato ad aumentare il loro budget per la ricerca e lo sviluppo (R&S). «Alcuni sviluppi della ricerca per il lungo periodo
sembrano essere piuttosto costosi. Il finanziamento pubblico aiuterà ad accelerarli e incoraggerà il finanziamento privato a entrare in campo,» ha detto la prof.ssa King al
Notiziario CORDIS.

A livello dell’UE, verranno stanziati 4,16 Mld EUR per i trasporti (tutti i metodi) nell’ambito del settimo Programma quadro per la ricerca (7°PQ), 1,89 Mld EUR per la ricerca sull’ambiente
e 2,35 Mld EUR per l’energia. Pur accogliendo con favore questo impegno, «Io raccomanderei una maggiore concentrazione su queste tecnologie a bassa emissione di CO2.»

La storia dimostra che l’istituzione di premi importanti ha un ruolo importante nella promozione della ricerca in specifiche sfide tecnologiche. Il rapporto suggerisce perciò di
istituire un premio a livello UE per trovare soluzioni a basso costo per riadeguare le automobili esistenti e ridurre le loro emissioni almeno del 25%.

Comunque, oltre alla «carota» della spesa pubblica in R&S, si dovrebbe introdurre anche un «bastone» rappresentato da regole più vincolanti per spingere i
costruttori di automobili a investire in queste tecnologie.

A livello UE, i responsabili delle politiche propongono di ridurre le emissioni medie di CO2 per le nuove autovetture per trasporto passeggeri nell’UE dai circa 160 grammi al chilometro a 130
grammi al chilometro nel 2012, come parte dell’approccio integrato dell’UE per ridurre le emissioni a 120 grammi al chilometro. Questo si tradurrebbe in una riduzione del 19% della CO2 emessa.
Ci si aspetta che le leggi stimolino lo sviluppo e l’impiego di tecnologie automobilistiche all’avanguardia.

Per effetto delle leggi proposte, i produttori di automobili si troverebbero a pagare delle multe se i livelli medi delle emissioni superano i 130 grami. Secondo l’Associazione Europea
Costruttori di Autoveicoli (ACEA) la proposta non tiene conto delle lunghe fasi di sviluppo e produzione nella fabbricazione delle automobili. «Delle nuove automobili che verranno vendute
nel 2012, quasi due terzi sono già nelle fasi di realizzazione e produzione,» ha spiegato Rolf Stromberger, direttore Ambiente e Economia dell’ACEA. «Quindi si può
cambiare ben poco.»

Stromberger ritiene che le leggi saranno controproducenti, poiché «qualsiasi risarcimento [multe] ridurrà i budget per R&S.» Comunque la prof.ssa King rimane
ottimista sul fatto che i costruttori di automobili, con il loro fantastico curriculum di sviluppo di tecnologia all’avanguardia, riusciranno a superare questi ostacoli.

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