Sostenibilità Pubblica Amministrazione: nasce il piano degli acquisti verdi

Carta riciclata e senza cloro, computer a basso consumo energetico, arredamento privo di sostanze tossiche e con materiali riciclati, lampade ad alta efficienza, sono solo alcuni semplici
esempi di cosa troveremo negli uffici della Pubblica Amministrazione centrale e periferica grazie all’entrata in vigore del decreto interministeriale sul Piano di azione per la
sostenibilità nella PA (Piano d’azione nazionale sul Green Public Procurement), predisposto dal Ministero dell’Ambiente di concerto con i ministeri dello Sviluppo Economico e
dell’Economia.

Il decreto, firmato dai ministri e previsto dalla Legge Finanziaria 2007, offre per la prima volta un riferimento normativo nazionale ad alcune buone esperienze locali.

Come funziona? Sulla base del decreto interministeriale generale, verranno emanati provvedimenti attuativi con veri e propri criteri ambientali minimi cui la PA si atterrà nelle proprie
spese. Così, per la Pubblica Amministrazione centrale, la CONSIP – la società del Ministero dell’Economia che ‘cura’ gli acquisti – introdurrà tali criteri nelle gare di
appalto per la fornitura di beni e servizi. Entreranno così a pieno titolo le fonti energetiche rinnovabili, i prodotti meno energivori o che consentono una minore produzione di rifiuti
e il ricorso a materiali riciclati. Non solo, anche la fornitura di servizi seguirà criteri di efficienza e sostenibilità.

«Questo provvedimento, cui abbiamo lavorato per mesi, rappresenta una svolta nella vita della Pubblica Amministrazione – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio –
e ci avvicina alle migliori esperienze europee. E’ evidente che, oltre a difendere l’ambiente, il Piano potrà sostenere la competitività del nostro sistema produttivo, stimolando
l’innovazione ambientale, orientando correttamente nuovi business, premiando prodotti e soluzioni tecniche avanzate, contrastando l’invasione di prodotti che si mostrano assai spesso privi di
qualunque requisito di pregio ambientale, con riflessi talora pericolosi nel campo della sicurezza e della salute».

«L’importanza di questo Piano – ha concluso Pecoraro – appare evidente se solo pensiamo che le spese interessate da questa svolta ‘verde’ ammontano a ben 50 miliardi di euro ogni
anno!».

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