Storia che Passione:
10 Novembre 2008
Oggi Spinetta Marengo è una tranquilla frazione di Alessandria, sede di numerose attività agricole e industriali, ma il
14 giugno del 1800 fu il teatro della sanguinosa Battaglia di Marengo che vide le truppe di Napoleone vittoriose su quelle austriache: sul campo restarono 15.000
vittime.
Il bicentenario della Battaglia, celebrato il 14 giugno del 2000, ha visto la presenza di circa 2000 uomini in armi e divise
d’epoca divisi in 60 formazioni, 300 cavalli, 30 cannoni.
Le fasi salienti dello scontro sono state ricostruite in circa tre ore con il sussidio dei fumogeni e della polvere da sparo, per
ricreare le reali condizioni del campo di duecento anni fa, inoltre è ripercorsa la vita dei soldati negli accampamenti e il passaggio di Napoleone nella provincia di
Alessandria.
Altra grande manifestazione storica in provincia di Alessandria è il Forum Fulvii nel mese di maggio, legato
agli eccezionali ritrovamenti archeologici di epoca romana a Villa del Foro (Alessandria). Tra gli eventi più caratteristici della manifestazione citiamo la degustazione di
specialità culinarie degli antichi Romani, il corteo storico con carri, legionari, guerrieri celtici, sacerdotesse e il mercato degli schiavi. Durante la rievocazione i Ludi
gymno gladiatorii e la corsa delle bighe riportano il pubblico alle atmosfere dei colossal di ambientazione romana e la manifestazione si conclude con la rappresentazione della Profezia
di Atlante.
La misteriosa identità di un uomo che visse con il volto sempre coperto da una maschera di velluto nero, o di ferro come vuole
la leggenda, è invece al centro della Rievocazione della Maschera di Ferro di Pinerolo (Torino).
L’infelice personaggio, protagonista del romanzo di Dumas “Il Visconte di Bragelonne” e di un recente film con
Leonardo di Caprio, passò parte della sua vita rinchiuso nel castello di Pinerolo, prima di essere trasferito nella Fortezza di Exilles, in Val di Susa. L’ipotesi
più suggestiva sulla sua identità è quella che lo vuole fratello gemello di Luigi XIV, fatto scomparire dietro la maschera per evitare
una sanguinosa successione al trono.
Ogni anno Pinerolo ricostruisce in due giorni la triste vicenda con danze al suono della ghironda, giochi
di destrezza, sfide, duelli, parate e alla fine, una solenne cerimonia svela l’identità dell’uomo che ha impersonato il misterioso personaggio.
Il primo a diffondere la leggenda della Maschera di ferro fu il filosofo illuminista Voltaire che durante la prigionia alla Bastiglia,
raccolse le testimonianze di guardiani e carcerati che avevano conosciuto un misterioso uomo il cui volto doveva essere talmente pericoloso da essere nascosto da una maschera.
Al termine della Battaglia di Marengo, Napoleone chiese al suo cuoco di preparare la cena ma, nella concitazione degli scontri, i
carri con le provviste erano andati perduti. Il cuoco riuscì a rimediare dei polli, alcune uova, dei gamberi di fiume, qualche spicchio d’aglio, dei pomodori, un po’
di olio e del pane raffermo, mentre dalla fiaschetta personale del Generale, recuperò del cognac. Fece friggere nell’olio i crostoni di pane, poi nella stessa padella
cucinò il pollo,tagliato a colpi di sciabola, e poi le uova con l’aglio e i pomodori. Da ultimo unì i gamberi e spruzzò il tutto con il cognac. Napoleone fu
talmente entusiasta di questo piatto che ordinò al cuoco di preparaglielo sempre dopo ogni battaglia, ma il cuoco decise di perfezionare la ricetta togliendo i gamberi di fiume,
sostituendo il cognac con il vino bianco e aggiungendo dei funghi. Napoleone, quasi presentendo le prossime sventure, rimproverò aspramente il cuoco per le indebite modifiche,
dicendogli che gli avrebbero portato sicuramente sfortuna.





