Stanotte è la notte di San Lorenzo amore mio. E devono cadere le stelle

Stanotte è la notte di San Lorenzo amore mio. E devono cadere le stelle

10 agosto 2014 ore 22:00 Parco del Cielo di Pecetto di Valenza Gruppo Astrofili Galileo Alessandria serata pubblica di osservazione meteore di agosto e Super-Luna

“Stanotte è la notte di San Lorenzo, amore mio. E devono cadere le stelle”

Il colore non è altro che luce, nessuno di noi può farne a meno per vivere e le cellule del nostro corpo, reagendo alla luce o alla sua mancanza, influenzano il nostro benessere emotivo, fisico, mentale e spirtuale. Per renderci conto di questo sorprendente potere terapeutico pensiano alla meraviglia di fronte allo splendore dell’alba o al senso di attesa davanti alla magia di un arcobaleno!

I primitivi erano molto più consapevoli delle proprietà terapeutiche del colore di quanto lo siamo oggi.

Osserviamo la natura e l’ambiente che ci circonda e ripercorriamo la tabella delle attribuzioni. Il rosso, per esempio, che richiama il fuoco, preziosissimo, con cui si cuoce il cibo e il sangue che scorre nelle vene è il colore della vita. Il blu scuro o indaco è il colore del cielo sotto cui dormiamo, sognando di risvegliarci pronti per un nuovo giorno. Il verde è il colore delle piante da cui traiamo nutrimento, oggi come ieri.

Attraverso il colore ci esprimiamo e l’istinto ci porta a scegliere quelli di cui abbiano bisogno per correggere gli equilibri interiori, possibili cause di problemi fisici, mentali ed emotivi perché mangiando, vestendoci, circodandoci o esponendoci a un colore ci curiamo.

Uno dei più commoventi film italiani è senz’altro La notte di San Lorenzo – 1981 – Premio speciale al festival di Cannes.

Sapienza artistica dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, quasi un racconto intimistico, è la trasposizione di uno di quei momenti della storia che la memoria popolare trasfigura in leggenda.

E’ la notte del 10 agosto e nel buio, Cecilia, vittima tragica e tenera testimone, racconta al proprio bimbo, sull’impianto teatrale di un letto matrimoniale dalle lenzuola candide, gli sgomenti di un’altra notte di San Lorenzo, quella del 1944, quasi come una fiaba. E da un’ampia finestra spalancata quella dalla quale Cecilia guarda nella luce soffusa della calda notte stellata il cielo blu, da presepio.

Mardocchio e Mardocchiante/
San Giobbe aveva i bachi/
Medicina medicina/
Un po’ di cacca di gallina/
Un po’ di cane, un po’ di gatto/
Domattina è tutto fatto/
Singhiozzo singhiozzo/
Albero mozzo/
Vite tagliate/
Vattene a casa/
Pioggia pioggia/
Corri corri/
Fammi andare via i porri…

“Così finisce la mia storia, amore mio. Ora dorni, amore. Ma lascia che ti guardi. Sei bello quando dormi”

10 agosto 2014

La Signora in Rosso
Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento