Sport a due facce: fa venir fame, ma sazia in fretta
12 Ottobre 2009
Qualche mese fa, un articolo-inchiesta, sostenuto da vari studiosi e scienza e pubblicato sul settimanale “Time” lanciava un sasso nello stagno di sport ed alimentazione.
Gli autori, pur sottolineando come una corretta attività porti vantaggi per la salute, la ritenevano inutile per dimagrire. Secondo loro, le calorie spese vengono subito recuperate a
causa della fame che l’esercizio fisico provoca.
Ora, una ricerca pubblicata sull'”International Journal of Obesity” contraddice nettamente questa tesi.
I revisori, che hanno analizzato buona parte della letteratura medica sull’argomento, sostengono che quando il soggetto passa da uno stile di vita passivo ad uno più “movimentato”,
impara a dominare meglio la fame. Inoltre, secondo gli scienziati, il fitness facilita un più rapido insorgere del senso di sazietà. Da mettere in conto particolare anche il
fattore tempo: un tipo di attività fisica di breve durata, anche se intensa, non porta ad aumentare le calorie. Anzi, un esercizio vigoroso, come il ciclismo ad alta intensità, o
la corsa, può addirittura ridurre la fame, provocando la cosiddetta anoressia da sport.
Attenzione, però.
Secondo i medici, l’effetto brucia calorie dello sport è minore per le donne, ed il motivo è la conformazione biologica del corpo femminile. Per natura, la donna è una
potenziale madre con il compito di sostenere durante la gravidanza anche il feto; questa funzione la rende meno capace di bruciare le riserve di grasso, che il suo organismo accumula per questa
(possibile) futura necessità.
Altre ricerche evidenziano però l’importanza del fattore psicologico: se la donna è abbastanza preoccupata per il peso, il consumo di calorie funzionerà meglio.
In ogni caso, gli esperti del settore sport e nutrizione affermano come in tali meccanismi, le caratteristiche del singolo hanno un peso elevatissimo. La capacità dimagrante dello sport,
perciò,non vale per tutti allo stesso modo.
Spiega il dottor Maurizio Casasco, presidente della Federazione medico sportiva italiana: ” Quello è che l’attività motoria è necessaria per dimagrire bene, perché
comporta la perdita della massa grassa e la conservazione di quella magra ed è questo il vero obiettivo che ci si pone. Non dimentichiamo che l’attività va personalizzata sulla
base della capacità funzionale e dello stato di salute e questo è compito dello specialista in medicina dello sport”.
E, così come non tutte le persone sono uguali, non tutti gli sport hanno gli stessi effetti.
Chi volesse quindi cercare uno sport ad hoc, farebbe meglio a consultarsi con uno specialista.
Ad esempio, ecco i consigli del dottor Marcello Faina, direttore del Dipartimento di Scienza dello sport del CONI: “La spesa energetica non dipende solo dal tipo di attività fisica, ma
da composizione corporea e peso. Nelle attività che richiedono di sollevare il corpo, come la corsa o le passeggiate in montagna, chi pesa di più consuma di più. Quanto
all’attività migliore, è quella che si riesce a fare con continuità, chiaramente tenuto conto del consiglio medico. Ma suggerisco anche un trucco: sembra che si possa
aumentare la spesa energetica alternando lavori di bassa e di alta intensità. Si può, quindi, camminare normalmente e poi fare tratti a velocità elevata o, meglio,
alternare lavori di forza (ad esempio flessioni e piegamenti per migliorare il tono e il trofismo del muscolo) con attività aerobiche (camminare o pedalare), che invece hanno un effetto
positivo sull’apparato cardio-circolatorio e sull’equilibrio metabolico”.
Matteo Clerici





