Speciale ELEZIONI USA: chi vincerà?

Speciale ELEZIONI USA: chi vincerà?

 

USA 2008: su Facebook e Myspace Obama ha già vinto

Roma – Sulla rete Barack Obama ha gia’ vinto per 4 a 1. A giudicare dagli ‘amici’ conquistati nei celebri social network, Facebook e MySpace, il candidato democratico ha un numero di
sostenitori di gran lunga superiore al suo avversario repubblicano.

Su Facebook, infatti, Obama ne ha 2 milioni e 382 mila, contro gli scarsi 620 mila di McCain; su MySpace quasi 900 mila per Obama, contro gli appena 217 mila del senatore repubblicano.

Tanti i commenti dei sostenitori, molti dei quali non hanno dubbi, come Halimah che dal Michigan scrive: “tra 48 ore Obama sara’ eletto, non ho alcun timore di questo”. Un’ulteriore
conferma che l’appeal di Obama, soprattutto tra i giovani che popolano i network, sia superiore a quello dell’avversario, si puo’ rilevare anche su Youtube. Sul piu’ grande sito di
video-sharing, il canale ufficiale di Obama e’ stato cliccato da oltre 18 milioni di persone, mentre quello di McCain, da poco piu’ di 2 milioni. Insomma, sulla rete, una debacle per
McCain, che era stato schernito da Obama, durante la campagna elettorale, con l’accusa di non saper usare il computer e di “non essere capace ad inviare nemmeno una email”.
(REPUBBLICA.it)

Voto Usa: perché tutto gioca a favore di Obama (dal nostro inviato Mario Margiocco)

La crisi economica, la guerra in Iraq, il calcolo dei Grandi elettori basato sulla corsa del 2004 penalizzano John McCain

St. Louis – Fra due giorni gli Stati Uniti avranno il nuovo presidente e il mondo conoscerà il principale interlocutore per i prossimi quattro anni. Tutte le indicazioni
dicono Barack Obama. E tutto è contro John McCain salvo due caratteristiche di fondo del carattere e dell’attitudine politica americani. Oltre a un congruo numero di indecisi.
Vediamo brevemente il significato enorme di questo voto, per l’America e per il mondo……. (ILSOLE24ORE.com)

Roma – Dirette tv, incontri e serate elettorali. Ma anche feste ed iniziative in tutta Italia per celebrare l’esito delle elezioni statunitensi che domani regaleranno all’America
il nuovo presidente della Casa Bianca. Da Vicenza a Napoli, da Pisa a Sigonella, sono migliaia i soldati americani delle basi Nato in Italia che, domani sera, con le loro famiglie
seguiranno le elezioni d’Oltreoceano dal nostro Paese. I consolati Usa presenti nelle diverse città italiane hanno oganizzato diversi eventi per consentire ai propri cittadini di
seguire il voto che tra meno di 24 ore decreterà il vincitore della sfida tra il candidato democratico Barack Obama e il repubblicano Jhon Mc
Cain………….. (ADNKRONOS)

USA: Obama-McCain, molti elettori condizionati da aspetto fisico

Roma – Obama o McCain? Un dato e’ certo: buona parte degli elettori scegliera’ chi votare in base all’aspetto fisico del candidato. E, sulle loro preferenze, peseranno molto piu’
le impressioni negative che quelle positive. Lo rivelano due studi indipendenti condotti dal California Institute of Technology (Caltech), dallo Scripps College, dalla Princeton
University e dall’Universita’ dell’Iowa, riportati dal giornale di scienze online Galileo.

E’ stata misurata l’attivita’ cerebrale di due gruppi di volontari per valutare le reazioni alla vista dei volti di candidati di elezioni passate (2002, 2004 o 2006). Ai volontari sono
state mostrate coppie di foto di politici rivali mentre erano collegati a uno scanner a risonanza magnetica funzionale, per valutare le reazioni emotive alla vista dei volti dei
candidati. Nessuno dei soggetti sottoposti ai test conosceva la storia personale o l’esito delle elezioni a cui………… (ASCA)

L’american dream (di Mazzetta)

I bookmakers danno Obama vincente 1 a 7, McCain sta combattendo in difesa in quegli stati che erano parte dello zoccolo duro di Bush e rischia anche nel suo stato, l’Arizona. L’ultima
settimana di campagna è stata un disastro per McCain e non solo perché è a corto di soldi. La macchina elettorale di Obama è decisamente più prestante
di quella repubblicana, ha raggiunto aree mai toccate prima dalle campagne e gode del sostegno di migliaia di attivisti, molti di più di quanti ne siano schierati sul fronte
avverso. McCain sembra un generale senza esercito e il partito repubblicano sta tentando l’impossibile per salvare i seggi al Congresso, minacciati come mai prima da una vera e proprio
disfatta elettorale. Poco possono i tentativi di giocare sporco in un’arena mediatica ormai profondamente influenzata da Internet e ancora meno i tentativi di diffamare gli avversari.

Quando i repubblicani hanno provato a giocare sporco i tentativi si sono rivelati immediatamente controproducenti. Nel caso di Ashley Todd, un’attivista repubblicana che aveva
denunciato di essere stata aggredita da un enorme e feroce nero che voleva derubarla e che poi ha voluto punirla per la sua fede politica incidendole una B (come Barack) sulla guancia,
c’è stato appena il tempo per i repubblicani di rendere pubblica…….. (ALTRENOTIZIE.org)

Voto USA: un percorso accidentalmente democratico (di Saverio Monno)

Ogni quattro anni la corsa alla presidenza degli Stati Uniti ripropone, pedante, un copione che, dai tempi della dichiarazione d’Indipendenza ad oggi, non ha subito sostanziali
modifiche. “Una sceneggiatura in quattro atti e due protagonisti”, questo l’elemento distintivo di un sistema elettorale reso complesso, non tanto dalla forma federale
dello Stato, quanto da una visione segnatamente aristocratica della democrazia, com’era nello spirito dei padri costituenti alla fine del ‘700. L’elezione del
presidente costituisce il momento più importante nella vita politica statunitense: l’Inquilino della Casa Bianca infatti, ricopre sia la funzione di Capo dello Stato, sia
quella di Presidente del Consiglio dei Ministri e rappresenta, dunque, l’espressione più compiuta del potere esecutivo. Ma a dispetto delle rilevanti prerogative ad esso
riservate, la procedura che conduce alla nomina della carica più prestigiosa dell’ordinamento statale, è soggetta ad un sistema elettorale indiretto, che non
garantisce l’effettivo esercizio del diritto di voto.

Nell’ottica di una democrazia smaccatamente elitaria, infatti, i cittadini americani non solo non eleggono personalmente il loro presidente, contentandosi invece di offrire il
proprio sostegno ad una lista di “grandi elettori” a lui associati, ma nel momento in cui decidono di accedere alla procedura elettorale sono tenuti (pena l’esclusione
dal voto) a presentare domanda d’iscrizione in apposite “liste elettorali” ed a fronteggiare le insidie di un iter burocratico intricato e non gratuito.

Alle tare che infagottano l’esercizio del diritto di voto, si sommano quelle inerenti il sistema delle candidature………. (ALTRENOTIZIE.org)

Il Boss e 4 Stati in due giorni, l’ultimo miglio di Obama. Springsteen al comizio di Obama a Cleveland

Count down per conocere il prossimo inquilino della Casa Bianca, con Barack Obama che distanzia John McCain nei sondaggi alla vigilia del super martedì elettorale. L’ultima
rilevazione Reuters/Zogby (l’istituto fin qui più tiepido nei confronti del candidato democratico) dà Obama in testa in sei degli 8 Stati “chiave”, tra i quali anche i
decisivi Florida e Ohio. livello nazionale, Zogby vede Obama al 49,5% delle preferenze nelle intenzioni di voto a fronte del 43,8% fatto registrare dall’avversario repubblicano, McCain.

Secondo Gallup, il senatore afroamericano è addirittura al 55%, contro il 44% di McCain, fra gli elettori registrati. Rasmussen, invece, limita il vantaggio a 5 punti
percentuali: 51% contro 46% sempre per Obama…….. (DIRE.it)


Cleveland (Ohio) – (Corrispondenze di Francesco Paravati) Un testimonial come Bruce Springsteen non sono in molti a poterselo permettere. Ma per Barack Obama il Boss ha accettato
anche di fare un mini-concerto gratuito a Cleveland, capitale dell’Ohio, uno degli Stati che deciderà la vittoria del prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Un
pomeriggio, quello di ieri, domenica, in cui 40.000 persone hanno sfidato vento e pioggia per assistere al grande incontro. Bruce Springsteen, camicia azzurra e l’inseparabile moglie,
Patti Scialfa, al fianco, ha riscaldato il pubblico con sei canzoni, concludendo con l’immancabile ‘The rising’, che segna la marcia di arrivo del candidato democratico sul palco di
ogni evento di questa campagna. Solo che stavolta le note uscivano direttamente dalla chitarra acustica e dalla voce rauca del Boss. Che alla fine della canzone è stato raggiunto
sul palco da Barack Obama e famiglia, moglie più figlie. Se la folla è impazzita sulle note di Springsteen, alcuni ‘Booooh’, subito zittiti, in fondo al prato, hanno
dimostrato che l’Ohio non è ancora uno stato facile per i democratici e che non basta……..(DIRE.it)

USA 2008: tutti i sondaggi prevedono vittoria Obama

A poche ore dall’apertura dei seggi la grande stampa americana pur se con margini diversi prevede che Barack Obama entrera’ nella storia come 44.mo presidente degli Stati Uniti. Oltre
ai media liberal anche la conservatrice FoxNews del Rupert Murdoch pro-McCain assegna al candidato democratico un vantaggio di sette punti (50% contro 43%). Sulla stessa linea lo stesso
Karl Rove, l’artefice della duplice vittoria di George W. Bush, che da analista per Fox ha previsto la netta vittoria di Obama con uno scarto di 51 grandi elettori: 311, 41
in………. (REPUBBLICA.it)

Elaborazione a cura della redazione NEWSFOOD.com

 

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