Sondrio: dal Grand Hotel della Posta a Castel Grumello “…dal bicchiere alla vigna…”
26 Maggio 2010
Attilio Scotti
L ‘appassionata relazione dell’Uomo che parla alle viti, Marco Simonit – agronomo e preparatore d’uva- ha concluso la due giorni organizzata dal Consorzio vini di Valtellina,
lunedì 24 e martedì 25 maggio.
Non solo degustazione di vini di montagna, ma una attenta analisi della nuova viticoltura in quota: dalla Valtellina al Trentino, dalla Val d’Aosta alle falde dell’Etna. E una cena di gala
mozzafiato realizzata da cinque cuochi stellati Michelin.
Parterre zeppo di giornalisti, ristoratori, vignaioli e tanti, tanti enogastronomi. Un successo.
Il territorio come valore aggiunto, unico e identitario.
Il vino, la vigna, la particolarità, la differenza e l’unicità come leva di promozione.
Non vi è dubbio, infatti, che nel futuro la Valtellina enologica potrà giocare una carta importante se saprà riqualificare e riposizionare tutti i suoi autentici plus, a
cominciare dal patrimonio ambientale e viticolo.
Questo è il messaggio che il Consorzio di Tutela Vini di Valtellina, promotore e organizzatore dell’evento “Dal bicchiere alla vigna 2”, ha voluto comunicare nella due giorni di
lunedì 24 e martedì 25 maggio 2010.
Lunedì, presso il Grand Hotel della Posta, prestigiosa dimora d’epoca nel cuore di Sondrio, si è tenuta una tavola rotonda (Racconti di Vita e di Vite) a cui hanno partecipato
produttori e giornalisti, dal Nord al Sud Italia, legati al mondo del vino di montagna rappresentativi di un modello, di una filosofia produttiva e di vigna virtuosa.
Tra i relatori:
Giacomo Mojoli (giornalista, coordinatore Forum), Mamete Prevostini (presidente del Consorzio di Tutela Vini di Valtellina), Gigi Piumatti (presidente Slow Food Editore), Nereo Pederzoli
(giornalista RAI), Nino Aiello (giornalista, Guida vini Gambero Rosso), Giancarlo Gariglio (curatore Guida vini Slow Food), Marco Simonit (agronomo, “Preparatore d’uva” ) e Claudio Introini
(presidente Fondazione Fojanini).
Tra i produttori: Mario Pojer – Pojer e Sandri (Trentino), Marcella Burlotto – Castello di Verduno (Piemonte), Costantino Charrère – Les Crêtes (Valle d’Aosta), Giuseppe Benanti –
Benanti (Sicilia), Stephan Filippi – Cantina Produttori di Bolzano (Alto Adige), e naturalmente produttori Valtellinesi.
Dal forum è emerso che sempre più l’aspetto agronomico genera la tipologia di vino.
I luoghi danno identità, la connotazione territoriale porta valore aggiunto. Riferito al vino questo significa approfondire il tema dei terrazzamenti, del loro posizionamento, delle
caratteristiche climatiche e del significato che hanno le vigne, da un punto di vista di accresciuto valore agronomico, in riferimento alla longevità della pianta.
A seguire la degustazione narrativa di vini della Valtellina, del Piemonte, della Valle d’Aosta, del Trentino, dell’Alto Adige e della Sicilia.
Un assaggio di otto vini di montagna che ha permesso una comparazione, un confronto e un arricchimento nell’incontro con altre identità.
Insieme ai grandi rossi sono stati protagonisti dell’evento anche materie prime “povere” come farine, erbe officinali, formaggi, pane e frutti delle vallate.
Ingredienti simbolici interpretati da chef stellati per una singolare cena all’insegna della “semplicità difficile a farsi”.
In questa giornata sono stati coinvolti numerosi ristoratori valtellinesi, in quanto primi ambasciatori delle tradizioni enogastronomiche, con l’obiettivo di consolidare lo spirito di squadra e
condividerlo in modo convinto con gli altri attori della filiera di settore.
Grande successo di pubblico per la serata di martedì 25, che ha visto la presenza di quasi cinquecento persone.
Un evento andato in scena nella suggestiva cornice paesaggistica del Castel Grumello di Montagna in Valtellina, immerso nei filari dei vigneti valtellinesi. Di grande impatto la proiezione su due
maxi schermi del film-documentario “Rupi del Vino” firmato da Ermanno Olmi.
Opera cinematografica che pone al centro la Valtellina, le vigne e i vini, con lo scopo di comunicare quanto di eroico è stato fatto nei secoli in questa terra. Il vino valtellinese
è frutto della fatica del lavoro dell’uomo che, con operosità e sapienza, si è rapportato in modo positivo a questo ambiente montano realizzando un territorio coltivato che
ancora oggi, e anche per il futuro, è e sarà testimonianza di capacità produttiva, amore per la natura e valorizzazione paesaggistica.
La serata è stata una splendida occasione per celebrare “l’altra metà del vino”, ovvero i viticoltori, gli agronomi, i potatori, che rappresentano la forza primaria della
viticoltura in Provincia di Sondrio.
Un omaggio e un riconoscimento che si è concretizzato anche con la distribuzione della spilla “Vignaioli in Valtellina”, un simbolo di appartenenza per rafforzare, nei confronti della
intera comunità locale, la presa di coscienza dei propri valori identitari e culturali.
Al termine della proiezione si è dato spazio a un banco d’assaggio, molto apprezzato, di vini valtellinesi in abbinamento ai sapori della tradizione locale.
Un doppio appuntamento che ha dimostrato quanta voglia ci sia da parte di tutti di valorizzare il proprio territorio e di partecipare ad iniziative di questo genere.
Il vino, la cucina, la terra, il territorio, fatto di prodotti e uomini, rappresenta un momento di aggregazione, scambio reciproco, messaggio educativo e anche biglietto da visita fondamentale
per la promozione dell’incoming turistico.
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SPARTITO DELLA CENA DI GALA
Salsiccia d’agnello battuta con pane croccante al sesamo
e crema di formaggio caprino
( Mattias Peri – Chalet Mattias -Livigno)
Ortiche e patate di montagna
(Stefano Masanti – il Cantinone di Madesimo)
Canederlo allo Jamar rosolato su insalatina di cappuccio,
filetto di salmerino cotto a vapore, con infuso di erbe di
montagna, salsa di zuppa bruciata profumata allo speck
(Gunter Piccolruaz – Hotel Eden – Sistiana (Trieste)
La “Sauce” alla Valdigne, verdura di stagione, cotechino,
pancetta tesa, cosciotto di maialino da latte, olio di noci)
(Agostino Bullias – Café Quinson – Morgeux (Aosta)
Crépe brulée farcita di fragole e crema al miele
di acacia su composto di piccoli frutti, meringa flambé e
gelato di menta fresca
(Andrea Tonola – Lanterna Verde – Villa di Chiavenna (So)
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Attilio Scotti
Newsfood.com




