La rivoluzione di Slow Food arriva troppo tardi

La rivoluzione di Slow Food arriva troppo tardi

Abbiamo da poco pubblicato il comunicato di Slow Food con il commento del nostro direttore ed arriva l’articolo di Attilio Scotti che fa in qualche modo da contraltare.

Attilio Scotti:
“Abano Terme ospita il suo VII congresso nazionale: 653 delegati provenienti da tutta Italia, 150 ospiti del mondo delle politica, cultura e società civile, 40.000 soci, 300 condotte,177
presidi.
Certamente una forza se si guarda ai pochi che,  con Carlin Petrini,  fondarono,  in un clima quasi carbonaro, ventiquattro anni fa a Serralunga d’Alba l’Arcigola.
Il tema del Congresso di Abano Terme è rovente: lotta spietata per difendere l’agroalimentare dalle multinazionali.
Slow Food è arrivata tardi, oggi le multinazionali dell’agroalimentare hanno vinto la loro guerra, e hanno addomesticato le papille di milioni di persone e marciano vittoriose verso
l’omologazione del gusto.
Bastava essere stati al recente CIBUS di Parma per rendersene conto.
Perché caro Carlin Petrini, oggi Slow Food è diventata anch’essa una multinazionale con le sue lobby, le sue sedi, i suoi giornali, le sue cattedrali didattiche e scuole a costi
riservati ai soli Vip, i suoi dirigenti, le sue adunate: ha lasciato per strada persone semplici, preparate ed intelligenti che non condividevano la sua politica, persone che per prime avevano
urlato che la lotta alle multinazionali dell’agroalimentare era la priorità assoluta.
Noi che da decenni scriviamo e denunciamo questo siamo stati inascoltati, quasi derisi, voci nel deserto, tacciati d’esser sovversivi da tutti: da destra e sinistra.
E adesso avanti, con il pangasio e le crocchette di pollo, il salmone di batteria e il branzino di super allevamento intensivo, e con i maiali alimentati a mais transgenico”.  

Attilio Scotti

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