Sindrome premestruale, i broccoli sono d’aiuto
28 Febbraio 2013
Ansia, nervosismo, nei casi peggiori mal di testa e pancia. Questi i sintomi più evidenti della sindrome premestruale (PMT), che colpisce diverse donne ogni mese prima del ciclo.
Nei casi più gravi, la condizione tende a cronicizzarsi, riducendo molto le qualità della vita quotidiana ed il benessere psicofisco. Quando poi si usano soluzioni errate, come
psicofarmaci, le conseguenze diventano drammatiche.
Detto questo, le donne possono prevenire il problema (od almeno ridurre i sintomi) assumendo broccoli ed altre verdure con ferro non-eme.
E’ il messaggio di una ricerca delle Università del Massachusetts di Amherst e Harvard, diretta dalla dottoressa Elizabeth Bertone-Johnson e pubblicata su “American Journal of Epidemiology“.
L’indagine ha riguardato 3000 infermiere donne, tutte sofferenti di PMT. Per 10 anni, le volontarie hanno subito controlli su dieta e salute: così facendo, Bertone-Jonhnson e
compagni hanno notato come alla fine dell’esperimento solo il 30% era ancora vittima della Sindrome.
Focalizzandosi sulle donne sane, gli esperti hanno notato come la loro dieta prevedesse l’assunzione di ferro non-eme, tramite alimenti come broccoli (1mg per 100 g di prodotto), semi di sesamo
tostati (1,48 mg per 100 g) ed albicocche secche (6,3 mg per 100 g.)
Tale abbuona assunzione di ferro non-eme (almeno 20 mg/giorno) riduceva la probabilità di rischio di PMT (dal 30% al 40% in meno) o, almeno, rendeva i sintomi più sopportabili.
Perciò, il capo-ricercatore consiglia seriamente alle donne affette da PMT di assumere alimenti ricchi dell’alimento in questione.
Matteo Clerici
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