Sindacati da Formigoni: «bocce ferme, salviamo Malpensa»

Milano – Formigoni la chiama moratoria, i sindacati «bocce ferme», l’incontro al 30mo piano del Palazzo della Regione tra il presidente lombardo (affiancato dagli assessori
Raffaele Cattaneo e Davide Boni) e i segretari regionali della Cgil, Susanna Camusso, della Cisl, Carlo Borio e della Uil, Walter Galbusera, ha confermato e rilanciato una forte convergenza
sulla necessità di salvare Malpensa, di insistere con il Governo perché si assuma fino in fondo il compito di una trattativa sulla vendita di Alitalia che non sia una svendita e
perché si ottenga un periodo di tempo, tre anni o eventualmente anche meno, in cui mantenere i voli attuali di Alitalia su Malpensa e trovare sul mercato chi se li assuma per il futuro.

«L’ampia convergenza che abbiamo ancora una volta verificato – ha detto Formigoni al termine dell’incontro – è in linea con il lavoro fatto finora e rafforza il fronte lombardo su
questa partita decisiva per il Nord Italia e per tutto il Paese».
«Il Governo – ha detto poi Formigoni – prenda atto del no forte a una svendita di Alitalia che sarebbe negativa per tutto il sistema Italia. Le forze sociali ed economiche e le
istituzioni della Lombardia chiedono che la Compagnia sia affidata a chi presenta non solo garanzie finanziarie ma anche il miglior piano industriale, un piano che dia certezze non solo per
Fiumicino, ma anche per Malpensa e per gli aeroporti del Nord».
Nell’incontro è stata condivisa la comune preoccupazione di agire da subito per scongiurare le devastanti conseguenze sull’economia e sull’occupazione che si avrebbero con il piano Air
France. «Per questo possiamo ribadire – ha concluso Formigoni – che la moratoria è necessaria e anche conveniente, come abbiamo già dimostrato, per lo Stato italiano oltre
che per la Lombardia».

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