Tavolo per Milano, Ragazzoni: «deluso dall'incontro con Prodi»

Varese – L’incontro al Tavolo per Milano, convocato oggi a Palazzo Chigi, per discutere della questione Malpensa non ha soddisfatto il Presidente della Provincia di Varese Marco
Reguzzoni: «abbiamo posto alcune questioni condivise da tutti i rappresentanti del territorio: dal Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, al Sindaco di Milano Letizia
Moratti al sottoscritto. In particolare abbiamo ribadito che Malpensa e il Nord non hanno paura del mercato, purché sia davvero un libero mercato e non vi siano vincoli politici che lo
condizionano.

Ad esempio, il fatto che in dieci anni, ovvero da quando ha aperto Malpensa, Alitalia non ha assunto nessuno con sede di lavoro a Malpensa, ma ha continuato ad assumere con sede a Roma,
è chiaramente una decisione politica»
Reguzzoni ha poi ricordato che «la nostra storia dimostra che quando siamo liberi non temiamo confronti. Per questo chiediamo quindi la liberalizzazione vera degli slot (che stabiliscono
dove si parte) e dei diritti di traffico (che decidono dove l’aereo atterra), attraverso i famosi accordi bilaterali».
Il Presidente ha poi spiegato la posizione sulla questione dei voli: «Non si possono cancellare dall’oggi al domani 793 voli. Anche quando la stessa Air France comprò la compagnia
aerea Klm, concordò con il governo olandese una moratoria di sette anni. Anche noi chiediamo quindi una certa gradualità».
Durante l’incontro non è mancata qualche tensione. «Tra me e il ministro Padoa Schioppa, ma soprattutto tra i banchi di Governo. Infatti – ha spiegato Reguzzoni – il più
duro nei confronti di Prodi è stato il Ministro Antonio Di Pietro, che ha sollevato le sue perplessità circa le affermazioni del Premier sul fatto che saranno completate le
infrastrutture».
Reguzzoni poi rivela lo scambio di battute con Padoa Schioppa: «Il Ministro ci ha chiesto se pensiamo che a Roma ci sia una lobbie a favore di Fiumicino. A questa domanda ho risposto di
sì, e che loro fanno gli interessi dello scalo della Capitale invece di quelli del Paese.

Alitalia venduta ai francesi non è più la compagnia italiana e quindi non hanno più scuse per difenderla».
Infine il presidente Reguzzoni ha manifestato la sua delusione: «Da Roma non torno certo soddisfatto. E’ stato un incontro interlocutorio, sul quale tornerò anche domani durante
gli Stati Generali».

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