Simboli di Torino: La Mole Antonelliana e l’Accademia Albertina

Simboli di Torino: La Mole Antonelliana e l’Accademia Albertina

 

Inizialmente destinata ad ospitare il tempio della Comunità ebraica torinese, fu più volte modificata
dall’architetto Alessandro Antonelli fino al progetto definitivo della grande volta sormontata dalla guglia. Nel 1877 il comune di Torino acquisì l’edificio
completandone la costruzione nel 1900.  Attualmente la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema.

L’Accademia Albertina è una delle accademie italiane più antiche: fondata nel 1678 come Accademia
dei Pittori, Scultori e Architetti, è seconda solo all’Accademia di Santa Lucia di Roma (1578).

E’ situata nell’antica Isola di San Francesco da Paola, sede del convento, tutt’ora esistente, annesso alla
chiesa.

L’Accademia Albertina ha accompagnato l’evoluzione dell’arte italiana dalle origini fino ai giorni nostri, dedicando
sempre grande attenzione alle avanguardie artistiche e affidando l’insegnamento a importanti maestri.

Ospita inoltre una prestigiosa pinacoteca di trecento dipinti, una biblioteca composta di 4000 volumi editi tra il ‘500 e la
prima metà del ‘900, una fototeca storica ricca di rari cimeli dell’ 800.

 

La Mole e i conigli di Fibonacci

Dal 2001, la cupola della Mole Antonelliana è illuminata da grandi numeri rossi al neon facenti parte dell’opera
d’arte di Mario Merz. Non tutti sanno che i numeri non sono casuali, ma sono la risposta ad un problema matematico sulle progressioni numeriche posto da Fibonacci, illustre
matematico del ‘200. Fibonacci si chiese” Se chiudiamo una coppia di conigli in una stanza, quante coppie potranno generare in un anno, supponendo che ogni mese ciascuna
delle coppie generi una coppia che diventa a sua volta fertile il mese successivo?”. Fibonacci diede la risposta (377) ma fu Francois Lucas, matematico francese a studiare la
progressione numerica che portava a 377: 1-1-2-3-5-8-13-21-34-55…: i numeri che la compongono hanno la caratteristica di essere la somma dei due che li precedono.

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