Signora metafora. L'astrazione è donna
11 Marzo 2008
Quella che veniva disprezzata come «lingua lunga» è in realtà un’abilità prevalentemente femminile che porta ad una maggiore comprensione della lingua rispetto
agli uomini per la propensione a creare nessi astratti tra i concettim fino ad oggi, però, non era stato ancora possibile definire con chiarezza una base biologica che giustificasse
questa differenza.
Adesso, invece, per la prima volta – e con risultati ritenuti inequivocabili – un gruppo di studiosi della Northwestern University (Usa) e dell’Università di Haifa (Israele) ha
dimostrano che le aree del cervello associate al pensiero astratto sono più ‘operative’ nelle donne, a differenza degli uomini in cui si attivano maggiormente quelle deputate ai sensi.
Cervello: differenza di genere nella lingua
Usando la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno analizzato l’attività cerebrale di 31 ragazzi e di 31 ragazze dai 9 ai 15 anni, durante l’esecuzione di due tipologie di
prove linguistiche, basate sulle abilità ortografiche e di compitazione orale di parole presentate in forma sia scritta (che non fossero declamate a voce) sia orale (che non fossero
rappresentate graficamente). Utilizzando un modello statistico, i ricercatori hanno discriminato gli esiti delle prove a seconda dell’età, del sesso e dell’accuratezza d’analisi.
I risultati, pubblicati su Neuropsycologia, hanno rivelato così nelle ragazze una maggiore capacità di decodifica dei concetti, determinata da una significativa attivazione delle
aree del cervello deputate alla correlazione tra linguaggio e pensiero astratto. Con stupore, inoltre, è stato verificato che questo non avviene nello stesso modo nei maschi, là
dove migliori capacità linguistiche sono state interrelate, nel caso rispettivo delle parole lette e ascoltate, alle attività delle aree visive e uditive del cervello.
Gli uomini «parlano» con i sensi
Dunque, i ragazzi hanno un approccio al linguaggio veicolato più strettamente dai canali sensoriali: un modello che potrebbe tradursi, in futuro, in specifiche strategie d’apprendimento
scolastico (per esempio, lezioni in classe incentrate prevalentemente sulla lettura o prove di valutazione basate su test scritti piuttosto che su interrogazioni).
Il dubbio: sarà l’età?
Resta ancora da valutare, però, se questa disparità cognitiva è legata all’età – e, quindi, destinata a cancellarsi nel corso della vita adulta – o se rispetti una
differenza di genere permanente.





