Sicurezza sui luoghi di lavoro: l'impegno della Regione Piemonte

18 Dicembre 2007 – «La Regione Piemonte, nel triennio 2008-2010, si impegnerà a finanziare l’incremento del personale dei Servizi di prevenzione e sicurezza in ambiente di
lavoro (Spresal) delle Asl» lo ha dichiarato l’assessore Eleonora Artesio, nel corso del dibattito che si è tenuto oggi in Consiglio regionale sul tema degli incidenti sul lavoro.

«Il Patto per la tutela della salute dei lavoratori firmato tra il Ministero e le Regioni nel giugno del 2007 – ha continuato Artesio – definisce per l’attività degli Spresal degli
obiettivi strategici da perseguire nel corso del triennio, omogenei su tutta la penisola. In particolare, le Regioni dovranno garantire il raggiungimento di un numero di ispezioni annuali che
interessi almeno il 5 per cento delle attività produttive presenti sul proprio territorio, aumentando laddove necessario il personale addetto. È in questa direzione che ci stiamo
muovendo, oltre che in quella della definizione di nuove priorità di intervento, in relazione alla frequenza, gravità e prevedibilità degli infortuni e delle malattie
professionali, nonché del rafforzamento delle azioni di formazione degli operatori e di promozione di una cultura della salute e sicurezza sul lavoro».

Nonostante la necessità di un potenziamento degli organici degli Spresal, l’assessore ha tuttavia ribadito come il Piemonte figuri ai primi posti in Italia per numero di sopralluoghi e
visite eseguite, verbali redatti e inchieste effettuate dalle Asl. «Ci muoviamo quindi in un contesto che non è di abbassamento della guardia rispetto a un problema tanto delicato
e importante – ha aggiunto Artesio – ed esistono la volontà politica da parte nostra e le capacità professionali da parte dei nostri operatori, di continuare a lavorare per
ulteriormente sviluppare e migliorare la capacità del Sistema sanitario regionale di far fronte ai propri compiti su questo tema».
Infine, circa le voci di presunte consulenze effettuate da ispettori dello Spresal dell’Asl 1 presso ditte private circolate nei giorni scorsi, Artesio ha voluto sottolineare come nessuno di
loro abbia mai chiesto autorizzazione ai vertici dell’azienda per svolgere per attività libero-professionale di questo tipo.

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