Sicurezza alimentare: pericolo giallo, bianco latte

Non si è ancora spenta l’eco dello scandalo del riciclaggio del formaggio grattugiato di Piacenza che rivela le imperfezioni del nostro sistema sanzionatorio che si
affaccia un nuovo “caso”, quello del latte (in povere) alla melamina che è additivo normalmente utilizzato per produrre le resine e che è notevolmente tossico per
l’alimentazione umana.

E’ avvenuto in Cina dove si sono registrati qualcosa come 53.000 intossicati e 4 morti, tutti bambini. La Cina non è nuova all’utilizzo della melamina.

Nel 2006 infatti gli Stati Uniti avevano bloccato l’importazione dalla Cina di cereali destinati ad alimenti per cani e gatti e nel 2007 anche il Sud Africa applicò le
medesime misure restrittive dopo che gli alimenti zootecnici inquisiti avevano causato la morte di circa 1950 gatti e 2200 cani.

Un fenomeno che potrebbe avere proporzioni enormi a livello planetario. Se fino alla metà degli anni 50 la melamina era proposta come fonte d’azoto non proteico per i
ruminanti, oggi, l’utilizzo di questo composto chimico è utilizzato per la costruzione di resine, colle e inchiostri.

L’utilizzo fraudolento invece deriva dai componenti melaminici quale prodotto di recupero delle acque di processo e a quanto pare utilizzati per “arricchire” di
contenuto “proteico” del latte, almeno di quello cinese.

Sull’ argomento ha preso posizione il presidente del Consorzio Agrario di Parma, avv. Fabio Massimo Cantarelli, prendendo le mosse dal fatto che da parte l’Unione Europea, su circa
3.000 segnalazioni di irregolarità nel 2007, quasi 400 contestazioni sono state indirizzate a prodotti cinesi: metalli pesanti, residui farmaceutici veterinari, cancerogeni
di diverso tipo, ammine aromatiche, etc. sono stati rilevati nei prodotti di importazione da quel Paese.

“Se si pensa che la Cina esporta in Italia, prosegue Cantarelli, qualcosa come 140 milioni di Kg. di concentrato in scatola, ci si rende conto del rischio che corrono i
consumatori italiani. Ma dalla Cina non si importano solo concentrati, si importano aglio, funghi, mele in scatola. Tutti prodotti che devono essere accuratamente controllati prima
dall’autorità e poi dall’attenzione del consumatore che deve vigilare sull’etichetta. Quando Napoleone pronunciò il famoso detto “lasciate
dormire la Cina perché quando si sveglierà farà tremare il mondo”, chissà se aveva previsto oltre alla potenza militare, a quella commerciale, qualche
altra tipologia di minaccia ascrivibile al luogo comune “pericolo giallo”…”

 

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