Marche: Approvata la proposta di legge sul riordino di Enti e Agenzie regionali

By Redazione

 

Su proposta del vice presidente e assessore a Enti e società partecipate, Paolo Petrini, la Giunta regionale ha approvato la proposta di legge concernente il riordino degli enti
e delle agenzie operanti in materia di competenza regionale.

L’atto riguarda Ersu, Assam, Arpam e Erap. “La proposta di legge approvata – commenta Petrini – è conforme agli indirizzi espressi dal Consiglio regionale
in occasione dell’esame del bilancio di previsione per il 2008. Ed è la coerente conseguenza dell’impegno assunto dal governo regionale il 28 luglio scorso. Consente
risparmi complessivi lordi per circa 700mila euro, grazie alla sostituzione degli organi di amministrazione con un direttore unico per ciascun ente o agenzia e la revisione delle
retribuzioni delle posizioni apicali. Una volta ancora ribadiamo con atti concreti, in un’ottica di maggiore efficienza ed efficacia, la volontà di questa amministrazione
di realizzare importanti risparmi nel funzionamento delle strutture per liberare risorse a favore dei cittadini”.
La proposta di legge prevede la riforma del sistema di amministrazione degli enti e agenzie coinvolte nel riordino. In particolare è prevista la sostituzione di presidenti e
consigli di amministrazione con un direttore. Questa figura eserciterà tutti i poteri di governo e di gestione propri dell’organizzazione di riferimento. Tra le altre
misure di razionalizzazione previste dall’articolato che la Giunta sottopone all’esame del Consiglio, c’è anche l’introduzione del revisore unico per
Assam e Arpam, al posto del collegio dei revisori.

Sempre su proposta del vice presidente Petrini, la Giunta ha approvato una seconda proposta di legge inerente l’organizzazione del Consorzio di industrializzazione delle Valli del
Tronto, dell’Aso e del Tesino.

Nell’ottica di ottimizzare le risorse e liberare fondi a beneficio della comunità regionale, la Giunta approva annualmente una delibera di indirizzo che individua misure di
contenimento e controllo della spesa di personale e incarichi a soggetti esterni all’amministrazione. Un provvedimento in linea con le indicazioni di Governo e Corte dei Conti che
fissano parametri precisi di riferimento a cui attenersi. Un rigore che ha portato a ridurre le spese per consulenze, studi e ricerca: nel periodo 2004-2008 si è passati da circa
6 milioni di euro a poco più di 800 mila euro. L’esecutivo, con specifica delibera, ha recentemente adottato indirizzi analoghi per gli enti dipendenti e strumentali, le
cosiddette partecipate.

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