Siamo così sicuri che “OGM free” sia la strada giusta?

Siamo così sicuri che “OGM free” sia la strada giusta?

By Redazione

Ci scrive Pietro Antonio Bonardi e contesta fermamente le decisioni di Luca Zaia.
Invitato a darci testimonianze a supporto delle sue convinzioni, ci ha fornito un elenco di articoli.

Da: Bonardi Pietro Antonio
Data: 08 febbraio 2010 14:56:20 GMT+01:00
Oggetto: R: Zaia e OGM (newsfood)

Egregio Direttore,
……Non cambierei una virgola di quanto ho scritto perché intimamente convinto che corrisponda al vero. Ma a volte la verità è scomoda e, ammettendo qualche esternazione
un po’ forte, cercherò di attenuare il tono affinché questa mia possa essere pubblicata.

Come richiesto, qualche riferimento a supporto delle mie convinzioni:
–          settimanale “Terra e Vita”, n. 4 (2010) pag. 14: siamo all’assurdo.
–          Mensile “Spazio Rurale”, n. 11 (2007) pag. 5.
–          Spazio Rurale annate 2008 e 2009 (diversi articoli)
–          Quotidiano “Libertà” di Piacenza del 20/11/2007
–          Settimanale “L’informatore Agrario” (in particolare annata 2007)
–          Quotidiano “Corriere della Sera” (citato nel testo).
–          Convegno “Giornata del mais”, Bergamo, 25 gennaio 2010.
Infine, per pura combinazione, dopo qualche giorno del mio scritto è comparso un editoriale (Il Punto) dal titolo più che mai emblematico “Sugli OGM basta slogan, parli solo la
scienza” sul quotidiano “La Provincia” di Cremona del 7 febbraio u.s., firmato dal direttore responsabile Vittoriano Zanolli. Pare mi abbia letto nel pensiero, e se un direttore si sbilancia su
un argomento così complicato vuol dire che da qualche parte ha assunto notizie.

Ha voglia di verificare?
Cordialmente
P. Bonardi
 


Inviato: giovedì 4 febbraio 2010 17.48
A: Bonardi Pietro Antonio
Oggetto: Zaia e OGM (newsfood)

Egr. Dott. Pierantonio Bonardi,
la ringraziamo per il suo commento che riflette il pensiero di molti altri lettori di Newsfood.com
Ci farebbe piacere poterlo pubblicare ma le chiediamo, considerate le sue indubbie palesi competenze, di approfondire il tema che andremo a pubblicare a sua firma.
La invito ad attenersi ai fatti, esprimendo liberamente il suo pensiero e ci dia più elementi possibili a corredo di quanto asserisce.
La invitiamo però a non usare frasi e/o parole offensive,
 

2010-02-04 15:57:16
Url articolo http://www.newsfood.com/q/b6f31e6e/zaia-chiede-una-precisa-posizione-della-chiesa-prima-di-decidere-sugli-ogm/
Zaia e OGM (newsfood)
So che questa mia molto probabilmente sarà ignorata, ma scrivere è l’unica cosa che posso fare………..Sono un semplice tecnico addetto alla sperimentazione agraria (ricerca
pubblica) per cui non legato ad alcuna multinazionale. Ma ritengo che la verità rappresenti da sempre un valore fondamentale.

Ho letto con sgomento le dichiarazioni del ministro dell’agricoltura Zaia a proposito di OGM. Non so se sto facendo un brutto sogno o se, cosa che ritengo più probabile, la nostra
agricoltura sia rappresentata da una persona non adeguatamente preparata; pensavo infatti ad una maggiore apertura mentale, invece, così come il suo predecessore Alemanno, si sta
dimostrando, a mio avviso e non solo (molto diffusi i malumori degli agricoltori), non all’altezza della situazione.

Alcune considerazioni in merito al tema in questione.
sono cattolico e cristiano professante: ma cosa c’entra la chiesa con questioni di carattere prettamente scientifico? Tra l’altro, comunque, la Chiesa si è già spesso dichiarata
più favorevole che contraria alle biotecnologie in agricoltura.

Se bastano le “farneticazioni” di un contadino per emettere sentenze dalle conseguenze tragiche, in che Stato viviamo? Conta di più il giudizio di una persona o i risultati di uno staff
di ricercatori?

Poi ancora con sta difesa a spada tratta delle “eccellenze” della nostra bella Italia (grana padano, parmigiano, prosciutti, ecc. e chi più ne ha più ne metta), assolutamente
apprezzabili e che rimangano pure, intendiamoci. Per ammissione di qualche responsabile tali “eccellenze” sono prodotte da animali allevati con  mais (italiano) e integratori proteici (soia)
di provenienza sudamericana, quindi molto probabilmente transgenica, dal momento che in questi paesi (che sono più furbi di noi) si realizzano abbondantemente coltivazioni di piante
geneticamente modificate: altro che OGM-free. Con molta probabilità da anni consumiamo cibi OGM e non mi risulta ci siano mai stati effetti collaterali conclamati.

Lo stesso vale per Coop e altre entità simili che dichiarano i loro prodotti OGM-free. Probabilmente, come avviene per le cosi dette “tipicità nazionali” anche questi prodotti
utilizzano materie di provenienza estera, quindi potenzialmente transgeniche.

Tutto ciò con buona pace del sig. Mario Capanna presidente di un Consiglio dei Diritti Genetici (con quali competenze, poi, non ci è dato sapere), che spesso ha diffuso cose che
non corrispondono alla realtà. E l’assurdo è che l’attuale sindaco di Roma, Alemanno, ha anche ventilato l’ipotesi di finanziare con 400.000 (dico quattrocentomila) euro questa
entità. Ma sapete quanta ricerca e sperimentazione si fa con 400.000 euro?

Un esempio su tutti. Il sig, Mario Capanna ha molto probabilmente spacciato per OGM la spiga di una varietà di mais assolutamente convenzionale, caratterizzata da cariossidi di colore
blu-viola (Adonis blu), utilizzata come “spia” per l’accertamento della diffusione del polline di mais (prove sperimentali da me seguite negli anni 2004 e 2005). Ha sostenuto, infatti, in una
intervista sul Corriere della Sera (28 nov. 2005, pag, 20): “Basta guardare i prodotti (OGM). Le pannocchie di mais (che poi sono spighe e questo la dice lunga sulla competenza) geneticamente
modificato sono tutte brutte, viola”. Con simili affermazioni è facile influenzare negativamente gli ignari consumatori. Non pare infatti risultino mais GM con tale caratteristiche.
Rimango comunque in attesa di eventuali smentite.

E poi ancora con queste famigerate “multinazionali” che si arricchirebbero ulteriormente con gli OGM.  Ma le automobili, gli elettrodomestici, i telefonini (per citare  quelli di uso
più comune) dove si acquistano? Dal fabbro ferraio o dalle multinazionali?

Infine: perché ogni tanto non elencare anche i vantaggi di questi “mostri” geneticamente modificati? L’abbattimento del tenore di micotossine (cancerogene) nei cereali (mais Bt),
l’arricchimento di vitamine in prodotti naturalmente poveri (golden rice), produzione di principi attivi utili in farmacologia (già, ma allora vanno bene). Fermo restando il principio di
precauzione, non buttiamo al vento decenni di ricerca. E soprattutto continuiamo a finanziarla come avviene in tutti gli altri Paesi.

Avanti così ministro Zaia . Gli altri vanno avanti e noi, come al solito, compreremo i loro prodotti (energia nucleare, transgenici, tecnologie) non certo a prezzi di saldo. E’ avvenuto
per il nucleare (tutti sono andati avanti nonostante Cernobyl 1987), lo stesso sta avvenendo per i prodotti derivati da colture GM.  

Auguri Italia: ne hai proprio bisogno.

Sperando in una risposta del Ministro Zaia, aspettiamo i vs commenti

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