Sì al Prosciutto di Parma, Parmacotto, preaffettati vari in confezioni pronte

Sì al Prosciutto di Parma, Parmacotto, preaffettati vari in confezioni pronte

By Redazione

Attilio Scotti:
Sì  sono favorevole!
Dico Sì al Prosciutto di Parma  ed ai preaffettati in confezioni pronte.

Leggo, sul sito web “la cultura del cibo” a firma Pier Fravre, un articolo che molto drasticamente segnala le regole fondamentali per l’acquisto di salumi e si scaglia contro le confezioni
pronte: “non acquistate mai i salumi preaffettati confezionati in buste sottovuoto o vaschette”.
Consiglia, invece, di comprare un salame o prosciutto intero e portarselo a casa: “costa meno e avrete la freschezza”.
Ognuno è libero di esprimere il suo pensiero, salvo a verificare attentamente quanto si dice.
Le affermazioni del signor Favre sono inesatte in quanto:

– I consumatori sono favorevoli a questo tipo di confezionamento.
– Le aziende del Consorzio Prosciutto di Parma hanno venduto nel 2009 56 milioni di vaschette pari a 6 milioni di Kg di dolce crudo di Parma, registrando un incremento del 7.8% rispetto all’anno
precedente. Il trend è positivo sia in Italia (8.2%) dove si vendono quasi 2 milioni di vaschette, sia all’estero (7.6%) dove vengono esportate oltre 4 milioni di confezioni.
– Non è vero che il costo sia più alto rispetto all’acquisto di un salame o prosciutto intero della stessa qualità,  anzi, in molti casi è addirittura più
conveniente.
– Un prosciutto intero ha uno scarto medio del 7% e, in quanto prodotto deperibile, ha una scadenza e deve essere consumato in tempi brevi.
– Un salame, se non è troppo grande, può anche essere acquistato intero ma non certamente un prosciutto che pesa qualche chilo. Ovviamente parliamo di consumi familiari.

Pertanto l’affettato, tagliato ed incartato dal salumiere, va consumato subito.
La vaschetta può essere tenuta in frigorifero per almeno trenta giorni e all’apertura il prodotto risulta fresco, intatto e profumato come al taglio fresco.
L’unica nota dolente è il packaging che va rigorosamente “maltito” secondo i criteri della buona raccolta differenziata, se vogliamo riciclarlo e non contribuire ad un ulteriore
inquinamento.
I dati riportati non sono fantasie ma attente ricerche di mercato, costanti controlli, inchieste tra i consumatori, verifica dei costi.

Attilio Scotti
Enogastronomade
attilioscotti@bluewin.ch

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