Senza interferenze, Adsl dieci volte più veloce

MELBOURNE – Uno studente australiano di origine greca, John Papandriopoulos, è convinto che per esaltare le performance della banda larga dall’attuale massimo di circa 20 megabit
al secondo fino alla straordinaria velocità di 250 Mbps, potrebbe bastare il vecchio doppino telefonico. La scoperta, per quanto possa apparire eccentrica, sarebbe sostenuta da studi
approfonditi tanto da aver persuaso l’università di Melbourne a dargli il suo appoggio convinto, anche attraverso il riconoscimento di uno dei suoi premi più prestigiosi, il
«Chancellor’s Prize for Excellence in the PhD».

La tecnologia sviluppata dal geniale studente nella sua tesi di dottorato è attualmente in attesa di ottenere sia il brevetto australiano che quello statunitense e permette di esaltare
le capacità della linea telefonica tradizionale e della Adsl, senza dover riconvertire la rete con dei collegamenti in fibra ottica. «Ai vecchi tempi quando alzavi il telefono
grazie all’intreccio di interferenze potevi origliare le telefonate dei vicini – spiega Papandriopoulos – Ora questo non accade più con le chiamate vocali, ma le linee telefoniche
continuano a creare problemi con la banda larga e tutti quelli che da una strada si collegano a internet».

Papandriopoulos con i suoi studi si è applicato quindi a trovare dei modelli matematici in grado di ridurre queste interferenze che rallentano il passaggio di dati. La soluzione alla
fine è stata la messa a punto del «Dynamic Spectrum Management» (DSM), ossia la «gestione dinamica dello spettro» delle frequenze che permette di eliminare i
disturbi sfruttando al meglio la banda larga disponibile.

«Il rumore – spiega ancora Papandriopoulos – varia attraverso lo spettro delle frequenze: se distribuiamo in modo furbo la potenza di trasmissione tra le varie bande, si può
controllare l’interferenza tra linee fortemente accoppiate». Lo studente è convinto che i risultati ottenuti sono in grado di «reggere» il salto dalla fase sperimentale
in laboratorio a quella su scala commerciale.

«L’università – rende noto Papandriopoulos sul suo sito – sta cercando dei partner che sono interessati a registrare il prodotto così che in futuro potrà essere
disponibile agli utenti. Il procedimento naturalmente prima di essere commercializzato e installato dai gestori telefonici richiederà ancora del tempo, forse diversi anni».

(29 ottobre 2007)

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