Internet, ancora troppi bambini tagliati fuori dalla Rete

Firenze, 26 Ottobre 2007 – Nel nome c’è già una buona parte degli obiettivi che la Regione Toscana si propone di raggiungere, perché Trool – così si chiama il
progetto – è l’acronimo di Tutti i Ragazzi Ora On Line – ma questo appunto è l’obiettivo, molto lontano dalla realtà effettiva della situazione italiana.

In effetti poco si sa riguardo al rapporto tra bambini e internet, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo – perché poi, ovviamente, c’è anche un problema di uso
sicuro e consapevole – ma tutte le indagini convergono su un dato comune: la gran parte dei bambini e dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni in Italia non solo non ha confidenza con Internet, ma non
ha nemmeno mai avuto la possibilità di navigare.

Dai dati rilevati dall’indagine più recente, “Come cambia la vita dei bambini – Indagine multiscopo sulle famiglie”, presentata nel gennaio 2007 da Istat e Istituto degli Innocenti,
risulta che solo il 36,7 per cento dei ragazzi ha avuto una relazione attiva con la Rete. Tutto questo con grandi differenze tra le regioni centrosettentrionali e le regionali meridionali.

In questo contesto la Toscana si attesta al di sopra della media nazionale, ma con un valore tutt’altro che esaltante: perché se il 42,3 per cento dei ragazzi toscani usa Internet
significa che oltre la metà ne è ancora digiuna.
Entrando nel dettaglio, solo il 5 per cento dei minori toscani naviga tutti i giorni, mentre il 20,2 per cento naviga una o più volte alla settimana e il 10,3 per cento qualche volta al
mese. Il 6,8 per cento utilizza internet solo qualche volta l’anno e il 55,8 per cento non impiega la multimedialità.
C’è insomma ancora molto da fare per superare il divario tecnologico – il cosiddetto digital divide – e per agevolare i bambini nella scoperta e nell’uso consapevole di Internet.

E anche altre differenze potrebbero essere meritevoli di riflessioni, per esempio tra chi ha avuto modo di avere un uso esteso e frequente di internet e chi la Rete l’ha frequentata poco,
magari da spettatore e senza avere un computer a casa.
E’ per tutto questo che il progetto Trool si rivolge ai bambini – in particolare a quelli che frequentano gli ultimi tre anni della scuola primaria e i primi due della scuola secondaria – con
un percorso che propone un modo nuovo di avvicinarsi a internet. Tutto questo per essere utilizzato sia in scuola che in famiglia e in una dimensione di gioco manifestata anche in alcune scelte
grafiche: Trool, infatti, è anche un personaggio, anzi, una famiglia di personaggi animati che accompagneranno i ragazzi a scoprire i trucchi della Rete.

Paolo Ciampi

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