I bambini e Internet, uno spazio per navigare in sicurezza

Firenze, 26 Ottobre 2007 – In base alle poche statistiche a disposizione in Italia la maggior parte dei minori tra i 6 e i 17 anni non ha mai navigato su Internet, ma ovviamente il
problema non è solo quanti usano la rete, è anche le condizioni in cui la usano, senza un’adeguata formazione e soprattutto senza una adeguata protezione dai tanti rischi che
affollano il mondo virtuale non meno di quello reale.

Ed è con la consapevolezza che diffondere la conoscenza della rete è un passaggio fondamentale per il futuro dei minori di oggi, ma che esiste anche un forte problema di
sicurezza, che la Regione Toscana è in grado di presentare oggi un progetto al momento unico in Italia: un progetto che si incardina su un nuovo portale ma che è molto di
più, perché si propone come un’esperienza formativa sul territorio, con il coinvolgimento delle scuole e di altre realtà.

L’iniziativa, grazie alla quale i minori potranno imparare a navigare e a usare la rete in tutta sicurezza, è stata presentata oggi, nell’ambito del Festival della Creatività, da
Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, da Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana, che ha anche la delega alle nuove tecnologie dell’informazione, da Cesare Angotti,
direttore dell’Ufficio scolastico regionale della toscana, e da Alessandra Maggi, presidente dell’Istituto degli Innocenti. «Si tratta di un’esperienza all’avanguardia in Italia – spiega
il presidente Martini – un progetto che coniuga l’estrema attenzione per la diffusione delle nuove tecnologie, la cui padronanza sarà sempre più essenziale per le
opportunità economiche e sociali di ognuno, con l’esigenza di un uso sicuro e consapevole. Per questo non ci siamo limitati ad allestire un portale, abbiamo costruito un progetto
più ampio e ambizioso, che valorizza il ruolo dei soggetti più importanti per la formazione dei ragazzi, dalla famiglia alla scuola. È anche un progetto di cui siamo
orgogliosi, perché finora la questione della sicurezza è stata affrontata esclusivamente come un problema di responsabilità dei provider o di repressione da parte delle
forze dell’ordine, mentre mancava un progetto organico, che aiutasse la navigazione dei giovani internauti».

«Qualche mese fa – sottolinea invece il vicepresidente Gelli – la Regione Toscana si è dotato di uno strumento ambizioso come il Programma regionale per la società
dell’informazione, che mette a disposizione ben 209 milioni di euro per le nuove tecnologie. Una parte importante di questo programma è proprio la battaglia al “digital divide”,
cioè al divario nell’uso e nella capacità di uso di Internet. Si tratta di una disuguaglianza che peserà sempre di più nelle nostre società e la Regione
Toscana intende combatterla fin dai primi anni di vita, perché già all’interno delle stesse classi della scuola primaria si avverte la differenza tra il bambino che sa usare il
computer e quello che non lo ha nemmeno mai acceso. Per questo non offriamo solo un portale ma un percorso formativo, attraverso una redazione centrale che potrà aiutare chiunque a
navigare, a chattare, a inserire in rete foto e filmati e quant’altro. Anche chi non ha computer: per questo il nostro progetto coinvolgerà anche le scuole, le biblioteche e i nostri 300
punti per l’accesso assistito alla rete».

Paolo Ciampi

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