«Laziali al pc»: quasi una famiglia su due ne possiede uno in casa

Roma, 27 Ottobre 2007 – Un buon rapporto quello tra gli abitanti della Regione Lazio e il personal computer, unico settore ancora poco frequentato è quello dell’e-business, questi
alcuni dei dati emersi da uno studio effettuato dal Censis per Labitalia, dal titolo “Laziali al pc”.

Secondo i risultati dello studio, infatti, il 48,5% delle famiglie laziali (contro il 46,1% della media italiana) possiede un pc in casa e ben il 40% (percentuale superiore alla media nazionale
che è del 35,6%) ha un accesso a Internet. Il 18% delle famiglie del Lazio ha una connessione a banda larga (percentuale più alta d’Italia dopo il Friuli) e il 60% (percentuale
più alta d’Italia) un lettore dvd, il 19,2% una consolle per videogiochi, il 28,5% (contro una media italiana del 25%) l’antenna parabolica e, infine, il 19,4% un decoder digitale
terrestre. I dati si riferiscono alla recente indagine Istat (2006) sul consumo dei beni e servizi tecnologici.

”Il personal computer è entrato in quasi tutte le nostre case e si è trasformato ormai in uno strumento indispensabile come il telefono o il frigorifero. Per questo, sono davvero
contento di quanto emerge da questa ricerca del Censis, che ci descrive il Lazio come una regione all’avanguardia, attenta al cambiamento e all’uso delle nuove tecnologie” – ha dichiarato a
LABITALIA il presidente Marrazzo. ”Questa amministrazione – ha continuato – è fortemente impegnata per promuovere l’alfabetizzazione informatica e ridurre il divario digitale. Lo stiamo
facendo con il progetto ‘Picolab’ per far accedere anche i piccoli comuni alle nuove tecnologie, con i ‘Cadit’, 70 spazi pubblici sul territorio regionale forniti di connessioni a Internet e
dotazioni tecnologiche avanzate, e siamo impegnati per offrire sempre nuove e utili informazioni attraverso il nostro sito istituzionale. Sono convinto che la tecnologia sia il nostro migliore
alleato per parlare con i cittadini – ha concluso Marrazzo – e dare loro servizi perché rappresenta uno dei più potenti fattori di crescita e di emancipazione per i territori, ma
anche uno dei migliori mezzi di informazione – penso ad Internet – con cui stabilire un dialogo con la comunità globale per condividere valori come pace, democrazia e libertà”.

I laziali utilizzano Internet soprattutto per acquisire informazioni. Ben il 60% della popolazione con più di 6 anni ha, infatti, utilizzato il web per cercare informazioni specifiche su
merci e su servizi e ben il 39,5% (percentuale più alta d’Italia, che presenta un valore medio del 33,9%) ha utilizzato Internet per leggere o scaricare articoli di giornale o riviste
specifiche.

Infine, i laziali ricorrono alla rete anche per semplificare i rapporti con la Pubblica amministrazione. Il 40,2% (contro il 37,4% degli italiani) ha utilizzato Internet per ottenere
informazioni da siti della pubblica amministrazione, il 27,8% ha scaricato moduli e il 13,8% li ha spediti compilati. Quello che il Censis sottolinea, però, è una certa diffidenza
sull’utilizzo di Internet per svolgere transazioni economiche. Infatti, ‘solo’ il 24,5% dei laziali usa servizi bancari via Internet, una percentuale superiore al dato nazionale, ma di gran
lunga inferiore a quella delle regioni del Nord. E il 20,3% (contro una media italiana del 20,6%) ha nell’ultimo anno acquistato o ordinato merci tramite Internet. Il motivo? Preferiscono
comprare di persona (48,5%).

”I dati messi in campo dalla ricerca Censis – ha commentato Mario Michelangeli, assessore regionale alla Tutela dei consumatori e alla Semplificazione amministrativa – confermano che i
progetti in essere che riguardano l’e-democracy, la riduzione del digital divide e l’alfabetizzazione informatica, tramite lo sviluppo di un sistema di e-learning regionale, stanno portando ai
risultati attesi”.

“Come società regionale per l’informatica – ha concluso Regino Brachetti, Presidente Lait S.p.a. – oltre alla realizzazione e implementazione della rete di connettività pubblica e
del sistema informativo regionale, garantiamo al territorio la sperimentazione delle tecnologie più innovative, anche e soprattutto nell’ottica di un rapporto più trasparente e
più facile con i cittadini. Portare i servizi on line significa accorciare la distanza fra amministrazione e cittadini e migliorare la qualità del servizio. Questa è la
nostra missione”.

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