Sei nuove varianti genetiche associate al fattore di rischio di malattie cardiache

Un gruppo di ricercatori del Mit, utilizzando nuove tecniche per un esame rapido del genoma umano, è riuscito ad associare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue a diciotto
varianti genetiche, sei delle quali rappresentano nuove regioni del Dna fino ad oggi sconosciute.

La scoperta, apparsa in un’anticipazione on line di Nature Genetics, aiuta a spiegare come alcune variabilità nei livelli di colesterolo e trigliceridi derivino dai geni.
Con il potenziale di consentire la previsione del rischio genetico di un paziente di avere una malattia cardiaca, le sei nuove varianti trovate aprono la strada allo studio di aspetti
sconosciuti del metabolismo del colesterolo e potrebbero quindi incoraggiare lo sviluppo di nuovi medicinali in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Colesterolo e
trigliceridi sono due grassi, noti come lipidi, che costituiscono normalmente ogni cellula del corpo umano.

Ci sono due tipi principali di colesterolo: a bassa densità di lipoproteine (Ldl) e ad alta densità di lipoproteine (Hdl), meglio conosciuti come colesterolo cattivo e buono. I
livelli di colesterolo nel sangue hanno capacità predittive del rischio di malattie cardiache, il quale è influenzato sia geneticamente sia dallo stile di vita. Allo stesso modo
dei trigliceridi, i quali sono considerati un marker del rischio di diabete di tipo 2.

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