Nuova luce sul ruolo delle piastrine nelle cardiopatie

Un’équipe di ricercatori finanziati dall’Unione europea ha dimostrato il ruolo svolto dalle piastrine nei fattori di rischio cardiovascolare come il diabete e l’obesità, le
malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello mondiale; ad esse, infatti, è imputabile circa il 30% di tutti i decessi.

Da una parte, la riduzione di fattori di rischio come i livelli di fumo e di colesterolo, associata a miglioramenti nel trattamento di patologie gravi, ha diminuito l’incidenza delle
cardiopatie coronariche. Tuttavia, un aumento dei casi di obesità e diabete sta ora contribuendo ad aumentare il numero di decessi per malattie cardiache.

Gli eicosanoidi e l’ossido nitrico (NO) sono importanti molecole di segnalazione in molti processi fisiologici e patologici, tra cui le malattie cardiovascolari. Giovanni Davì e Carlo
Patrono sono membri del progetto EICOSANOX («Eicosanoidi e ossido nitrico: mediatori di malattie cardiovascolari, cerebrali e neoplastiche») e operano rispettivamente presso la
Fondazione Università «G. D’Annunzio» di Chieti (Italia) e presso la Scuola di medicina dell’Università cattolica di Roma (Italia), dove studiano il ruolo delle
piastrine nell’aterotrombosi. Sull’ultimo numero della rivista «New England Journal of Medicine» è stata pubblicata una panoramica delle conclusioni cui sono giunti nei loro
studi.

Le piastrine svolgono un ruolo fondamentale nell’aterotrombosi, che è una delle cause principali di infarto e ictus. I ricercatori sono riusciti a dimostrare un’attivazione piastrinica
persistente nelle persone con diabete in fase iniziale nonché nei soggetti che, pur essendo obesi, appaiono per il resto in buone condizioni di salute. I due scienziati sono riusciti a
raggiungere questo obiettivo misurando i livelli di trombossano, che è un importante eicosanoide piastrinico.

Gli scienziati hanno inoltre caratterizzato meccanismi aspirino-sensibili e aspirino-insensibili di attivazione piastrinica nei pazienti affetti da malattie vascolari. La loro ricerca permette
di ottenere nuove importanti informazioni sul ruolo svolto dalle piastrine nello sviluppo di placche aterosclerotiche e costituisce la base di ulteriori studi sull’uso di interventi
antipiastrinici come strumenti per rallentare il tasso di sviluppo delle placche.

Il progetto EICOSANOX, che ha ricevuto finanziamenti per un valore di 10 699 981 EUR a titolo dell’area tematica «Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute» del
Sesto programma quadro (6°PQ), è stato avviato nel 2005 e durerà fino al 2009. Oltre a contribuire all’insorgere delle malattie cardiache, eicosanoidi e ossido nitrico sono
coinvolti anche in una serie di altre malattie, tra cui demenza e cancro.

Il progetto riunisce eminenti ricercatori europei nel campo degli eicosanoidi, i quali si dedicano alla ricerca di base e applicata al fine di sviluppare nuovi bersagli farmacologici per il
trattamento di queste patologie, che insieme sono responsabili della maggior parte dei decessi in Europa.

Per ulteriori informazioni consultare:
https://www.eicosanox.org/
https://www.nejm.org

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