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Scuola, torna l'esame di ammissione in terza media

By Redazione

Roma, 17 Ottobre 2007 – È stata approvata in via definitiva al Senato la legge di conversione del decreto legge «disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio
dell’anno scolastico 2007-2008» Questi i principali punti del provvedimento:

Tempo pieno nella scuola primaria – Si ripristina nella scuola primaria il tempo pieno come modello didattico a 40 ore settimanali. Viene offerto in base alle richieste delle famiglie
nel quadro degli organici complessivi definiti annualmente e in relazione alla disponibilità dei servizi predisposti dagli enti locali. Viene, a tal fine, previsto un piano triennale di
intervento da definire in modo congiunto tra Stato, Regioni, Province e Comuni e da approvare in Conferenza Unificata.

Esami di terza media – Viene ripristinato il giudizio di ammissione o di non ammissione all’esame di terza media da parte del consiglio di classe e viene prevista una ulteriore prova
scritta, a carattere nazionale, per valutare i livelli di apprendimento conseguiti dagli studenti. I testi, uguali per tutte le scuole, sono definiti dall’Invalsi e scelti dal Ministro della
Pubblica Istruzione.

Esami di Stato – I candidati esterni (privatisti) che intendono partecipare agli esami di Stato devono presentare le domande al competente ufficio scolastico regionale. L’ufficio
scolastico le attribuisce alle varie commissioni, cercando di tener conto delle richieste dei candidati. Questa norma intende rafforzare quelle già contenute nella legge di riforma degli
esami di Stato volta a ridurre gli abusi dei «diplomifici».

Aumento fondi per compensi commissari esami di Stato – Aumentano di 45 milioni di euro all’anno i fondi stanziati per i compensi ai commissari degli esami di Stato.

Classi primavera – Sono destinati ulteriori 10 milioni di euro, messi a disposizione dal Ministero della solidarietà sociale, per le classi primavera rivolte ai bambini dai 2 ai 3
anni di età.

Sanzioni ai docenti – Si rendono più snelle e più incisive le procedure per le sanzioni disciplinari al personale docente per comportamenti non compatibili con la
professione. Il parere del consiglio di disciplina non è più vincolante. L’intero procedimento disciplinare deve essere concluso entro 120 giorni. Il decreto, inoltre,
ridisciplina la sospensione cautelare, eliminando il parere del collegio dei docenti e prevedendo che la sospensione possa essere disposta, in casi di particolare urgenza, dal dirigente
scolastico, salvo successiva convalida entro 10 giorni da parte del dirigente dell’ufficio scolastico regionale.

Il decreto prevede, inoltre, la sospensione del docente per incompatibilità ambientale e per comportamenti lesivi della dignità delle persone che operano in ambiente scolastico,
degli studenti e dell’Istituzione scolastica tali da risultare incompatibili con la funzione educativa. Il dirigente scolastico adotta questa procedura, salvo successiva convalida del dirigente
dell’ufficio scolastico regionale, entro 10 giorni. La mancata convalida provoca la revoca del provvedimento. Il docente sospeso può produrre entro, 5 giorni, memorie difensive.

Pagamento supplenti per maternità – La competenza viene attribuita direttamente al Ministero dell’economia e delle finanze. Le scuole non pagheranno più con il proprio
budget le supplenze per maternità né dei docenti di ruolo né dei supplenti. Le somme sono collocate nel capitolo del personale a tempo determinato del Ministero della
Pubblica Istruzione e concretamente pagate dal Ministero dell’Economia.

Invalsi – Si riforma il Comitato di indirizzo dell’Invalsi rendendolo più snello con la riduzione dei componenti da 8 a 3. Vengono definiti i tempi per le verifiche periodiche che
l’Invalsi deve effettuare sulla conoscenza e abilità conseguita dagli studenti: seconda e quinta elementare; prima e terza media; seconda e quinta superiore.

«Si tratta di innovazioni importanti – ha detto il Viceministro della Pubblica istruzione Mariangela Bastico – per garantire agli operatori della scuola, agli studenti e alle famiglie
punti di riferimento certi per un sereno anno scolastico. Il filo che collega tutte queste disposizioni è quello di fornire da un lato servizi educativi e scolastici sempre più
ampi e qualificati alle famiglie e ai ragazzi e maggiori opportunità e certezze dall’altro.
Sottolineo l’importanza del tempo pieno, molto richiesto dalle famiglie e dalle associazioni dei genitori e molto utile per innovare la modalità di insegnamento e porre le basi per
ridurre gli insuccessi e gli abbandoni scolastici.
Ritengo particolarmente importante l’ulteriore finanziamento per le sezioni primavera, diffuse in modo capillare in tutto il Paese, che danno l’opportunità a oltre 20 mila bambini dai 2
ai 3 anni di entrare in un percorso educativo prima della scuola dell’infanzia. Questo provvedimento – conclude Bastico – è volto a dare alcune certezze sui momenti valutativi degli
studenti in riferimento al ruolo dell’Invalsi, agli esami di terza media e di maturità; è volto, inoltre, a dare certezze finanziarie alle scuole, sollevandolo dal pagamento di
supplenze lunghe quali quelle per la maternità.»

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