La “crisi” della scuola italiana sotto la lente d'ingrandimento

Roma – Si apre oggi a Spoleto il secondo congresso nazionale di Legambiente Scuola e Formazione, l’associazione professionale, promossa da Legambiente, di insegnanti ed educatori del
territorio che vogliono il rinnovamento del sistema di educazione e istruzione per una società sostenibile saranno in assemblea fino a domenica 14 ottobre (presso Villa Redenta, Sala
Monterosso), per dibattere sullo stato della scuola italiana. Per questo appuntamento Legambiente Scuola e Formazione partirà da un bilancio dell’azione di governo in questo “anno
ponte”, come lo stesso ministero dell’Istruzione lo ha definito, tra i danni della gestione Moratti e le azioni prossime.

Luci e ombre che verranno letti attraverso gli elementi forniti dalla bozza di Finanziaria 2008 che, come spiega il responsabile di Legambiente Scuola e Formazione, Vittorio Cogliati Dezza,
“non serve a sostenere l’innovazione ed il cambiamento di cui la scuola ha bisogno, che si ispira ancora ad una cultura ragionieristica e semplicistica che rema contro la qualità della
scuola e quindi la qualità del Paese. Comunque una finanziaria abbastanza leggera che soprattutto interrompe quel pessimo costume, inaugurato dal governo Berlusconi, di far passare le
riforme della scuola attraverso il cavallo di Troia della finanziaria”.

In sostanza non ci sono tagli drastici, ma non c’è nessun investimento (scarse anche le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali del personale della scuola, che rendono per nulla
credibile l'”Intesa per un’azione pubblica a sostegno della conoscenza” sottoscritta a giugno tra il Governo e le organizzazioni sindacali individuando la scuola come priorità nazionale)
per sostenere l’innovazione che dovrebbe seguire alle Nuove indicazioni nazionali per il 1° ciclo e all’innalzamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni.
“Persiste l’idea che la scuola è un settore in cui fare risparmi, – insiste Cogliati Dezza – che si attuano attraverso razionalizzazioni, in parte accettabili (almeno per quanta riguarda
la pletora di indirizzi nella scuola secondaria) ma che comunque significheranno creazione di classi aggregate, con nuove difficoltà organizzative e didattiche dovute alla presenza di
alunni di diverse specializzazioni, e oltre 20.000 posti in meno nei prossimi tre anni”. Ma si attuano anche attraverso un indebolimento del sostegno, denuncia Legambiente Scuola e Formazione,
perché a fronte di un dato positivo che è la stabilizzazione di più docenti (dal 50% attuale di ruolo al 70%, premessa indispensabile alla riqualificazione delle relazioni
e dei percorsi educativi) il meccanismo di calcolo si irrigidisce (non più del 25% delle classi in organico nel 2006/07 e non più di 1 posto per ogni 2 alunni bisognosi di
sostegno) e difficilmente riuscirebbe a fare fronte alle esigenze effettivamente rilevate, per cui se aumenta il numero degli alunni diversamente abili, esiste comunque un tetto di posti di
sostegno oltre il quale non si potrebbe andare. “Eppure il sostegno è uno dei pochi fiori all’occhiello della scuola italiana, – aggiunge il responsabile Legambiente Scuola e Formazione
– comunque è interpretato ancora come voce di spesa incompatibile con le nuove regole dello Stato sociale, piuttosto che come elemento di avanguardia per la società italiana.
Vince l’idea che il numero di alunni per classe ed il numero degli insegnanti siano una variabile indipendente rispetto alla qualità della scuola”.

A preoccupare, inoltre, la precarietà nel mondo della scuola: sebbene a settembre 2007 siano stati assunti 50.000 insegnanti e 10.000 tra bidelli e amministrativi, si fa un peccato di
presunzione pensando che l’indizione di concorsi ordinari periodici e le previsioni territoriali del fabbisogno di insegnanti possa risolvere il problema del precariato che si autogenera in
continuazione, senza toccare l’organizzazione del lavoro e sostenere nuove forme di organizzazione della didattica.
Due, invece, i dati positivi riscontrati a una prima lettura della bozza di Legge Finanziaria: la detrazione di imposta fino ad un massimo di 500? per spese di formazione e autoaggiornamento
degli insegnanti e lo stanziamento di una somma aggiuntiva, pari a 20 milioni di euro, per interventi di adeguamento strutturale ed antisismico.

“Nel primo caso – chiarisce Cogliati Dezza – viene finalmente riconosciuto il principio che gli insegnanti si aggiornano continuamente e sostengono spese “culturali” indispensabili alla loro
formazione. Si tratta di una novità assoluta, il cui valore reale dipenderà dalle voci che verranno riconosciute sotto il termine formazione e autoaggiornamento. Lo stanziamento
dei 20 milioni di euro, non rilevante in termini assoluti, segnerebbe invece la conferma di un’inversione di tendenza già avviata nella finanziaria 2007 (con 250 milioni di euro
stanziati per l’edilizia scolastica per il triennio e con gli interventi previsti per il risparmio energetico, reiterati nella finanziaria di quest’anno). In questo caso si tratta ora di vedere
se e quanto si metterà realmente in moto, se le scuole e gli enti locali sapranno raccogliere questi primi segnali, anche per vedere se si riesce ad ampliare la gamma di interventi
finalizzati al risparmio energetico, per ora circoscritta quasi esclusivamente all’utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo (46,50%)”.

“Nel complesso però, – conclude Vittorio Cogliati Dezza – nelle scuole italiane si respira sempre la stessa aria di sfiducia, sia tra gli insegnanti che tra gli studenti, sempre
più demotivati. Nonostante alcune innovazioni molto importanti, infatti, come l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni, il rilancio dell’istruzione tecnica e professionale, la
riforma dell’esame di stato piuttosto che la ripresa degli investimenti nell’edilizia, nella vita quotidiana della scuola non si registrano cambiamenti tangibili. Delle difficoltà
finanziare e organizzative, della mancanza di un segnale chiaro che dicesse che questo Paese vuole investire nell’istruzione e nella scuola pubblica e delle azioni che ci spettano come
associazione di educatori ambientali se ne dibatterà fino a domenica 14 ottobre a Spoleto”.

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