Scomparirà la parola cameriere, sostituita da qualcosa di meno «offensivo»?

Scomparirà la parola cameriere, sostituita da qualcosa di meno «offensivo»?

Ecco a voi la nuova frontiera della professionalizzazione dell’arte della ristorazione.

Il concorso «Il cameriere non esiste più! Chi lavora in sala?», fantastica idea di comunicazione e di commercializzazione dell’immagine, è la risposta a tutti coloro i quali cercano, nelle sale, nelle riviste, nelle strutture, l’avanguardia giusta e le nuove prospettive professionali del futuro. L’idea è quella di dare il nome ad una nuova figura professionale. Sì, il lettore probabilmente starà rileggendo il periodo, poiché non di facile comprensione. Ma la risposta è tutta qui.

L’A.M.I.R.A. (Associazione Maîtres Italiani Ristoratori Italiani) lancia dunque un nuovo concetto sul palcoscenico della ristorazione internazionale. Il cameriere oggi ha assunto sembianze diverse ed attraverso una metamorfosi di arricchimento della sua figura, passa ad essere vero e proprio punto di riferimento dell’impianto ristorativo, figura cardine del rapporto tra offerta e cliente.

Fino ad essere individuato come una sorta di detective della esigenza di coloro i quali, una volta seduti a tavola, passano dall’essere semplici clienti a veri e propri ospiti da coccolare, capire e soprattutto soddisfare. Da qui dunque l’esigenza di una maggiore caparbietà professionale e di una sempre crescente competenza. E da qui l’idea di interpellare gli studenti di
più di 300 istituti alberghieri al fine di stimolare le loro giovani menti a trovare l’identikit della nuova figura professionale, il nome da cui far partire la costruzione dell’immagine del cameriere del futuro.

Il concorso giunge ora a conclusione. Dal Luglio del 2008 sino al 15 marzo del 2009 i ragazzi si sono districati tra idee e progetti per giungere all’appuntamento di lunedì prossimo. Il 23 marzo infatti, l’A.M.I.R.A. ha sottoposto gli elaborati a una giura internazionale che si è riunita presso la sede centrale dell’Associazione stampa estera in Italia a Roma. Giornalisti di tutti il mondo hanno valutato le proposte e scelto quella a cui affidare il traino della professionalità del cameriere nella odierna ristorazione e che entrerà a far parte del vocabolario della nuova hotellerie mondiale.

Al termine della riunione, la commissione, formata da Elizabeth Missland (Mondadori France – Le Film Français), Philip Willan (Sunday Herald),
Antonio Mendoza (Encuadre), ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha decretato i nomi dei vincitori:

1° posto
studente Paolo ARTIBANI dell’Istituto «De Gasperi» di Paolombana Sabina (Roma) con il termine «Convivier»

2° posto
studente Giuliana SABA dell’Istituto «Iglesias Ferraris» con il termine «Cols (collaboratore di sala)»

3° posto
studente Giuffrida DAFNEROSA dell’Istituto «Etna» di Nicolosi (Catania) con il termine «Gourmentier»

4° posto
studente Andrea BACCOLI dell’Istituto di «V. Dandolo» di Bargnano di Corzano (Brescia) con il termine «Restaurant Steward»

5° posto
studente Ilenia ZABEO dell’Istituto «Cesare Musatti» di Dolo (Venezia) con il termine «Platiere»

 

L’AMIRA (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi) nasce nel 1955 presso il Ristorante SAVINI di Milano, su idea del Comm. Guido FERNIANI, che ne era il direttore di sala.

Attuale Presidente Nazionale è Raffaello SPERI, che è in carica dal novembre 2004.

La sede sociale è a Roma, mentre la sede operativa è a Peschiera del Garda.

L’AMIRA è un’Associazione che può contare su un’organizzazione di 50 Sezioni su scala nazionale ed alcune rappresentanze estere che raggruppano alcune migliaia di soci, cifra non
elevatissima, data la severità dei requisiti richiesti ai nuovi associati.

È un’Associazione senza scopo di lucro, a carattere esclusivamente professionale.

Scopi ed obiettivi dell’AMIRA sono:

• Riunire i Maîtres Italiani e di origine Italiana, o di nazione membrao dell’U.I.M.H., che offrano garanzia di seria preparazione professionale e morale

• Incrementare la reciproca conoscenza ed amicizia fra i soci ed intensificare lo scambio di notizie ed esperienze professionali e curarne l’aggiornamento

• Mantenere rapporti di collaborazione con imprenditori e dirigenti del settore, allo scopo di raggiungere una sempre maggiore qualificazione professionale

• Curare i rapporti con le associazioni consorelle sia in Italia che all’Estero

• Creare occasioni d’incontro e di discussione sulle problematiche relative al settore della ristorazione e dell’ospitalità in genere

• Promuovere iniziative culturali e professionali per la qualificazione dei Maîtres, collaborare con le Scuole Alberghiere ed enti analoghi per favorire la formazione di giovani
aspiranti Maîtres

• Promuovere manifestazioni ed iniziative che di riflesso, interessino la stampa, onde divulgarne presso l’opinione pubblica la figura e l’importanza del Maître nel contesto dello
sviluppo turistico

Sin dalla sua fondazione, l’AMIRA si è tenuta al passo coi tempi proiettandosi al futuro, guardando l’esigenza della clientela in una ristorazione sempre più evoluta.

L’AMIRA fa sue la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità, vere risorse turistiche.

I Maîtres d’Hotel AMIRA sono riconosciuti per la loro capacità, professionalità e competenza. Simbolo dell’AMIRA è il farfallino d’oro.

Il Maître d’Hotel è il principe dell’ospitalità, il vero regista della sala, in quanto ha la predisposizione a saper accogliere l’ospite, metterlo a suo agio, ed a farlo
sentire come a casa propria.

È la stretta collaborazione tra il Maître d’Hotel e lo Chef de cuisine che permette un connubio unico, forte, vincente per il settore della ristorazione. È ormai risaputo che
per quanto ottimo e ben presentato possa essere un piatto, se non è ben «venduto» dal Maître, non avrà lo stesso tipo di riscontro nella clientela.

Il sorriso è il biglietto da visita che ogni Amirino mostra nell’accogliere l’ospite; è per questo che il motto dell’AMIRA è: IL SORRISO NON COSTA NIENTE MA RENDE
MOLTO.

Redazione Newsfood.com

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