Alimentare: I pizzaioli si indignano, per loro la Pizza dal “Juke Box” è solo business

Alimentare: I pizzaioli si indignano, per loro la Pizza dal “Juke Box” è solo business

Roma – “La pizza che esce da una macchina automatica non ha nulla a che vedere con la pizza italiana, è solo un modo per fare business”. Lo afferma Pino Morelli, direttore
dell’Associazione pizzerie italiane (Api), a proposito del ‘juke box’ della pizza messo a punto da un imprenditore trentino e finito sulla ribalta della stampa americana.

“Può andare bene per McDonald’s e altre catene del fast-food – continua Morelli -, oppure per mercati stranieri come gli Usa, Cina e India ma chi vuole mangiare una vera pizza non
può che andare in una pizzeria tradizionale. Non vedo perché svilire la professionalità dei nostri pizzaioli, che ci vengono invidiati e richiesti in tutto il mondo.
Oltrettutto la pizza gustata in pizzeria ha un prezzo accessibile a tutti”.   

“Il mestiere del pizzaiolo ha avuto una riscoperta – prosegue Morelli – Cresce il numero di quanti vogliono imparare l’arte della pizza, per avere in mano un mestiere certo e ben remunerato.
Basti pensare che un nostro pizzaiolo guadagna in Australia 7.000 euro al mese, vitto e alloggio escluso. Quest’anno i corsi professionali hanno segnato un incremento del 25%, ci è toccato
fare i turni straordinari. Lo scorso anno si é registrato in media un aumento di presenze del 5%”.    

“In definitiva non temiamo la concorrenza di nessuna macchina – conclude Morelli -, si tratta di un problema di immagine: la pizza è uno dei simboli del Made in Italy, lasciamola vivere e
prosperare tranquilla”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Leggi Anche
Scrivi un commento